Il rant del giorno o quando ce vò ce vò

Oggi esce Harrow the Ninth, secondo libro di quella che promette essere una gran serie. Le due protagoniste sono lesbiche e io sarò gender-blind (termine figo che vuol dire me frega meno di zero con chi va a letto il protagonista) ma mi piacerebbe che un libro venisse esaltato perchè è bello, ben scritto e ti prende.

Ho cercato di tenermi fuori dalle polemiche sullo Hugo (nomi letti sbagliati e grande ricordare tipo “quella volta che io, Heinlein e e Campbell eravamo al bar) un po’ perchè capisco che sentire il tuo nome letto sbagliato dà fastidio, un po’ perchè non capisco l’ossessione con gli scrittori d’antan (premesso che a me Heinlein/Leiber e altri d’antan piacciono).

Ne ho però un po’ le palle piene di politically correctness a tutti i costi. Se un autore si deve scusare perchè ha un poliziotto tra i protagonisti non siamo alla cancel culture, siamo al ridicolo (letto ieri). Se il principale valore di un libro è nel fatto che i personaggi siano LGBT non siamo all’inclusione, siamo al ridicolo.

A differenza del mondo dei gialli dove non ho ancora visto esultanza solo perchè un libro ha il/la protagonista LGBT il mondo SFF sembra in preda a convulsioni strane. Anche i mystery trattano temi d’attualità ma non vedo le stesse cose.

Se leggi fantasy ma dici che non mai letto Tolkien perchè è cis-white-male sei cretina non sei una dalle idee d’avanguardia. Allo stesso modo se esalti Harrow the Ninth solo perchè i personaggi sono LGBT stai facendo un disservizio all’autore che, magari eh, sa anche scrivere e tirare su trame avvincenti.

E con il rant del giorno abbiamo finito

Un po’ di roba letta

Per prima cosa facciamo le cose come si deve e ringraziamo Little, Brown Book Group UK, Quercus Books/riverrun e Hodder & Stoughton per avermi gentilmente concesso questi libri.

Sono di generi diversi: uno è un giallo storico, uno è un thriller, uno è urban fantasy e l’ultimo è un misto di storia e fantasy.

In comune hanno che sono tutti dei gran bei libri che non molli neppure se ti picchiano e che ti riconciliano con il mondo e la lettura.

The House of Lamentation di S. G. MacLean (Quercus) è l’ultimo della serie di The Seeker. Ambientatata all’epoca di Cromwell è una serie di gialli che coinvolgono Damien Seeker, un puritano che unisce il lavoro di ricerca di nemici del governo alla soluzione di gialli. Detta così sembra una cosa semplice ma cosa rende speciale la serie è l’accuratezza storica e l’umanità del protagonista.

Questo non è il miglior libro nella serie ma rimane comunque una gran cose. Peccato sia l’ultimo ma si può sempre sperare.

If Looks could Kill di Olivia Kiernan (riverrun) è un thriller ambientato in Irlanda. Non è il primo della serie ma non ci sono problemi a leggerlo da solo. E’ intrigante la trama che parte col botto, sembra giungere ad una conclusione per poi farti ripartire per un’altra parte.

Lei è molto brava a mantere alta la tensione ed è un ottimo triller, teso e intrigante.

The Extraordinaries di T J Klune (Hodder & Stoughton) l’ultimo lavoro di un autore che ho scoperto pochi mesi fa e amo alla follia. In questo libro si mischiano vari temi, unendo fantasy e le problematiche di una famiglia e del crescere. Siamo in un mondo in cui i supereroi esistono, hanno un loro fandom e potrebbero essere chiunque. Lo stile di scrittura e lo humour dell’autore ne fanno una storia dolcissima e intrigante al tempo stesso

A Declaration of the Rights of Magicians di H. G. Parry (Little, Brown Book Group UK) è tanta roba. Un libro che mischia rivoluzione francese, rivoluzione haitiana, lotte per l’abolizione della schiavitù, personaggi storici e un mondo dove la magia esiste ma può essere solo utilizzata dagli aristocratici. Un libro intrigante, estremamente documentato e senza nessuno svarione storico. E un gran libro di fantasy, uno dei migliori letti da un po’.

Tutti questi libri si trovano anche su Amazon, magari qualcosa sarà tradotto in italiano.

L’indignazione giornaliera: di libri, insulti e blogger

Il mondo di Twitter è un mondo affascinante, con sue dinamiche particolari e grosse fiammate che si spengono dopo poco. Soprattutto nel settore italiano è tutto un indignarsi per ben 24 ore e per poi passare il tutto nel dimenticatoio. Tutto questo si può applicare a qualsiasi campo anche se, debbo dire, la parte politica tende ad essere un po’ più a lunga durata e con temi ricorrenti.

L’indignazione di ieri era dedicata a una supposta agenzia di PR librario che ha insultato una blogger per non avere scritto una recensione estremamente positiva di un libro. Visto che non erano contenti si son pure messi ad insultare gli altri commentatori.

Tutto ciò ha portato allo sminuzzamento della net reputation dell’agenzia di PR visto che sono usciti fuori collaboratori finti (avevano anche utilizzato la foto del capo HR di Ferrari per uno), rapporti con case editrici mai esistiti e partnership inventate.

E’ stato molto divertente leggere i thread perchè pareva di essere in una commedia all’italiana, insulti sessisti inclusi, con collaboratori che reagivano male perchè in lutto e indignazione a 360.

Personalmente mi sono divertita molto e ho ringraziato pantheon interi di non essere coinvolta nella scena italiana perchè mi è parsa poco professionale e pochissimo trasparente.

Facciamo un esempio: nel post che ha scatenato la querelle c’era una recensione non positiva ma nessuna indicazione che i libro fosse stato dato a titolo gratuito per essere recensito. Può sembrare una stupidaggine ma la legge ti impone di dichiararlo.
Seconda cosa quando ricevi un libro e partecipi ad un’iniziativa di marketing ti arriva anche una mail che ti spiega cosa fare se il libro non ti piace e, di solito, l’indicazione è scrivere al markettaro con cui sei in contatto per chiedere lumi.
Da quel che ho capito nella nostra cara patria non funziona così e si preferisce insultare piuttosto che intrattenere un rapporto professionale.

Perchè, per quanto sia divertente giocare a fare il recensore, dietro la questione ci sono interessi economici e sarebbe interessante vedere come funziona la cosa se gestita in maniera series.

La mia impressione, da quello che è uscito ieri, è che sia tutto modello “pizza e fichi”. Non sai chi ha dato cosa e non sai se la recensione che leggi è quella di un libro acquistato o di un libro ricevuto in omaggio.
Cambia ? Si, cambia perchè l’omaggio e il desidero di mantere rapporti decenti con il committente possono portare a scrivere recensioni entusiaste e il sapere che è un omaggio ti mette in un’ottica mentale che porta a valutare quanto leggi in maniera diversa.

Il secondo punto è la mancanza di trasparenza. Nel mondo anglosassone scrivi alla casa editrice, che ha un indirizzo apposito, chiedendo un libro per recensirlo. A volte non ti rispondo, nella maggior parte dei casi ti inviano una copia del libro (solitamente in ebook).
Stiamo parlando di un mondo dove il rapporto blogger/editore è codificato, normato e sai come muoverti e cosa fare.
Quando successo ieri in Italia ha dimostrato che quella chiarezza dei flussi non c’è e tutti sono liberi ti fare di tutto, incluso insultare il recensore, cosa che nel mondo anglosassone è vista malissimo.
In parole povere in Italia non abbiamo un Netgalley/Edelweiss con i suoi processi ben chiari, abbiamo la buona volontà e vai a sapere cosa.

Un’ultima cosa: recensire libri per conto di altri non vuol dire fare cultura ma essere parte di un processo di marketing. Può essere che ci siano volte in cui propagandi libri altamente culturali (mi è successo con The Nickel Boy che ha vinto il Pulitzer) ma continuo a pensare che da noi, vista la venerazione dell’oggetto libro, non potrà mai funzionare perchè se parli di libri devi parlare del libro che fa “cultura” o “tendenza”, difficilmente del libro che ti diverte.

Il mio meglio del mese di marzo (da Netgalley e Edelweiss)

Questi sono i libri che ho letto a marzo e che penso siano i migliori, i famosi potessi-dare-più-di-5-stelle.
Quasi nessuno è tradotto in italiano anche se penso che My Dark Vanessa lo sarà in futuro. Tutti i libri sono stati concessi dagli editori via Netgalley o Edelweiss in cambio di un’onestà recensione (*)

L’ordine è casuale perchè penso che tutti siano dei gran libri, ognuno nel suo genere, e tutti sono interessanti e si fan leggere più che volentieri.

My Dark Vanessa (Harper&Collins) è un libro che ti prende, ti fa riflettere e non ti lascia nè sereno nè tranquillo. Una donna adulta deve affrontare la stessa sedicenne sedotta dal suo professore. E’ il suo ricordo è un misto di voglia di continuare a credere e necessità di revisione del passato, di passare da vedere la cosa come “Grande Amore” a “Quel bastardo mi ha molestato”.
Una lettura non semplice e che, per una volta, vale l’hype che hanno scatenato attorno al libro. Potete amarlo, odiarlo, desiderare di strozzare la protagonista ma è difficile rimanere indifferenti.

The House on the Cerulean Sea  di T.J. Klune (Tor) è un amore di libro. Amore nel senso che mi sono innamorata dei personaggi e dello stile di scrittura dell’autore. In un universo un po’ distopico dove le creature magiche sono discriminate e i bambini “magici” chiusi in speciali orfanatrofi incontriamo Linus, un dipendente statale incaricato di vegliare sul benessere dei bambini in istituto, personaggio che ricorda un po’ Fantozzi. Linus è bravo a fare il suo mestiere e viene incaricato dai Supremi Capi di verificare su un orfanatrofio particolare dove sono ospitati bambini con poteri particolari.
Da lì parte una storia tenerissima di cambiamenti, accettazione e un romance che cambierà la vita di Linus.
Una storia ben scritta che ti fa innamorare dei protagonisti e sperare che possano avere una vita migliore. Se esiste un genere detto “Tender Fantasy” qui ci siamo in pieno.

By Force Alone di Lavie Tidhar (Head of Zeus) credo sia la migliore riscrittura della saga di Re Artù. Tidhar non è di solito tradotto in italiano nonostante sia uno che scrive libri geniali, ucronie complesse che fanno riflettere. Anche questa è un’ucronia che dipinge Artù e i Cavalieri della Tavola Rotonda in maniera realistica levando gli orpelli medioevali dell’amor cortese per lasciare il nucleo in un mondo brutale, cupo e realistico.
L’ho adorato e penso sia tra le migliori saghe arturiane.

The Night Train to Murder di Simon R. Green (Severn House) è l’ultimo libro nella serie di Ishmael Jones, un alieno in vesti umane specializzato nell’indagare eventi paranormali.
E’ una serie che mischia elementi di urban fantasy con thriller creando libri che si inalano e sono un gran piacere da leggere.
Questo è un libro claustrofobico, ambientato su un treno, che indaga un omicidio che potrebbe essere causato da cause paranormali o umane. Un puzzle da risolvere che si legge in un fiato e con una soluzione a sorpresa.
Non è quello che ho amato di più nella serie ma è comunque un gran libro.

A Murderous Relation di Deanna Raybourn (Berkley Random House) è parte di una serie estremamente goduriosa. Ambientazione vittoriana, eroina kick-ass molto fuori dagli schemi e trame piene di colpi di scena. Una lettura divertente e ben scritta nonchè una delle serie che amo di più. Raccontare la trama è un po’ inutile ma sappiate che vi divertirete molto.

Wolf in Sheep’s Clothing di Charlie Adhara (Carina Press) fa parte di un genere un po’ particolare che è il paranormal romance m/m ossia libri che mischiano thriller, elementi paranormali e una storia d’amore LGBT con protagonisti maschili. La maggior parte sono scritti da donne e sono letti da donne. Io amo molto questa serie, una delle tre del genere che seguo, anche se non capisco mai come funzionino gli accoppiamenti (forse perchè salto le pagine a piè pari). E’ una storia tesa, piena di colpi di scena che si legge e gode in un fiato. E’ il quarto libro nella serie ma si può leggere da solo senza perdersi.

Sixteen Watch di Myke Cole (Angry Robot) è un grande libro di fantascienza, genere space opera. Non è uno di quei libri che meditano sulle finalità dell’universo ma è una lettura divertente e decisamente ben fatta. Se amate la sci-fi è un’ottima lettura.

Rules for Perfect Murder di Peter Swanson (Faber&Faber) è un libro che mi ha stupito. Solitamente non amo libri con il famoso “narratore inaffidabile” ma il libro mi ha affascinato. E’ basato un su un’idea geniale: una serie di omicidi ispirata da 8 classici del giallo apparsi nella lista di un libraio proprietario di una libreria specializzata in gialli.
Se amate il giallo scoprirete titoli sconosciuti e leggerete di altri famosi in un gioco di specchi e in un meta libro pieno di sorprese e colpi di scena.
Si legge in un fiato ed è una gran lettura.

When Angels Sleep di Mark Griffin (Platkus Little Brown & Co) è un’altra sorpresa visto che non amo libri con serial killer e rapimenti di bambini ossia gli elementi centrali di questa storia. Sia come sia me lo sono letto in due giorni e l’ho inalato.
Saranno i personaggi ben scritti e realistici, sarà il passo della storia, sarà cosa volete ma è stata una di quelle letture che ti rimangono addosso per un po’ e che si godono fino all’ultima pagina.

E ora che dirvi andate e leggete, sperando che qualcuno li traduca per il nostro volgo.
 

 

(*) Questo è il papello che debbo mettere per legge.

Una classifica di libri per il 2019

So benissimo che le classifiche si fanno a dicembre, massimo ai primi di gennaio. E so benissimo che si fanno tanti blah blah su libri strani, possibilmente complessi e cupi.
Io ho deciso di andare per la serie “I libri che ho apprezzato di più nel 2019 tra quelli che ho recensito ” e ho pensato di fare la figa bookblogger e metterci pure il link all’editore e alla pagina Amazon (se c’è) (*)
Ho avuto i libri in cambio di una honesta recensione ma ciò non impatta sulla lista visto che ne ho letti qualche centinaia.

Il libro più originale che ho letto nel 2019 è The Imaginary Corpse di Tayler Hayes.
E’ un fantasy particolare ambientato nel mondo delle Idee Scartate ossia di quelle idee che un giorno abbiamo apprezzato e lasciato nel dimenticatoio. Le idee non muoiono, continuano a vivere in un mondo loro. Questo è successo anche a Tippy, un peluche di triceratopo, che è diventato un investigatore.
Da questo spunto parte una storia che è al tempo stesso tenera ma con momenti di horror puro.
Un libro bellissimo, ben scritto e che mi è rimasto in mente al punto che lo metto per primo.

Il secondo libro che mi è rimasto nel cuore è “The Stranger Diaries” di Elly Griffith.
Ora io di Elly Griffith seguo due series, Ruth Galloway l’archeologa forense e Max Mephisto l’illusionista. E’ una bravissima giallista di cui leggerei volentieri anche la lista della spesa ma in questo caso si è allontanata dai suoi personaggi per scrivere questo bellissimo libro che mischia giallo, gotico e accenni di paranormale.
Bellissimo e ben scritto. Conigliatissimo.

Heather Graham e la sua serie “Krewe of Hunter” vendono a valangate in USA, penso che lo conoscano in 3 in Italia ed è un peccato.
La signora scrive degli ottimi libri dove si mischia suspense, horror e romance. Si inizia a leggere uno e lo si inala.
The Seeker è l’ultimo libro della serie ed è un bel misto di horror e suspense.
Consigliato.

The Diviners di Libba Bray è una serie scoperta per caso perchè Little Brown & Co UK ha tirato fuori il primo in attesa uscisse l’ultimo in questi giorni (**)
E’ una serie di urban fantasy ambientata negli anni ’20 che mischia elementi di fantasy, horror e che secondo Amazon dovrebbe essere per ragazzi, roba che a me fa venire in mente Harry Potter mentre è tutt’altro e una volta che la si inizia si va avanti a tappe forzate. L’adoro e l’ultimo della serie è un fuoco d’artificio che sto amando d’amore universale.

The Gutter Prayer di Gareth Hanrahan è un dark fantasy con elementi lovecraftiani. E’ il primo libro del ciclo The Black Iron Legacy ed è una meraviglia di idee, trovate e una trama favolosa.
Il secondo libro del ciclo è ancora meglio. Se amate il dark fantasy è un must read e non sono la sola a dirlo visto che compariva in quasi tutte le classifiche di fantasy.

The Nickel Boy (o i Ragazzi della Nickel in italiano (***) di Colson Whitehead è un libro che ti prende a pugni tutto il tempo e tu vuoi che non smetta perchè è bellissimo.
Personalmente consiglio di leggerlo in lingua originale perchè Whitehead ha un modo di scrivere favoloso e potente.
Bellissimo, meraviglioso e pieno di materiale per riflessioni (****)

Last but not least Dirty Little Secrets di Jo Spain, un giallo che è tanta roba. Una comunità chiusa, una morte che potrebbe essere o meno un delitto, secreti e una coppia di detective con problemi suoi.
Lei scrive benissimo e adoro i suoi libro. Un’altra di cui leggerei anche la lista della spesa.

Abbiamo tanti altri libri che sono piaciuti ma meno di questi.
Colgo l’occasione per ringraziare Angry Robots, Little Brown & Co Uk, Harlequin MIRA e Quercus Books per questi libri meravigliosi.

Ho letto anche cose in italico idioma (Camilleri, Farinetti, Manzini) ma di loro già sapete.

(*) Il link l’ho preso essendo collegata al mio account per cui sappiatelo come legge comanda.
(**) Suppongo lo facciano che per ricordare che esista la serie o farla scoprire a qualcuno che non sapeva esistesse. Io sono tra gli ex-ignavi e dopo aver letto il primo ho recuperato il resto della serie e sto leggendo l’ultimo.
(***)Il titolo italiano a me fa venire in mente roba tipo “I ragazzi del muretto” e vai a sapere come l’hanno scelto
(****) A forza di scrivere recensioni in inglese mi mancano i termini in italiano.

Misteri dell’editoria italiana

Ci sono cose che non capisco dell’editoria italiana. Una di queste è perchè alcuni titoli eccellenti per diverse ragioni non siano tradotti.

Prendiamo Colson Whitehead o Ruth Ware. Il primo ha vinto il Pulitzer, la seconda è considerata l’erede di Agatha Christie.
Del primo posso dire che è un autore eccezionale, potente che ti prende e non ti lascia andare fino all’ultima pagina. Il suo libro principale (Underground Railroad) è stato tradotto ma ne avete mai sentito parlare ?
Io no e, per quanto legga principalmente in lingua originale, non mi ricordo di avere sentito alzarsi peana come per altri autori, se ne parla sottovoce e ci si passa l’informazione tra lettori.
Marketing anyway ? Manco per il fischio, per quanto stiamo parlando di letteratura di alto livello non se lo fila nessuno.
Stessa cosa per Ruth Ware. I suoi libri sono tradotti, nei paesi anglosassoni vende sfracelli da noi è tutto sottovoce.
Il primo ha 43 recensioni su Amazon tra cui una divertentissima in cui lo accusano di essere politically correct (*), la seconda ha ben 5 recensioni 5 e stranamente non c’è il solito italico che l’accusa di non essere abbastanza noiosa e intellettuale.
Ora io arrivo da un’esperienza in cui i markettari editoriali, a parte distribuire i libri in anteprima per recensirli, ti stremano l’anima a morte perchè tu pubblichi la recensione su Amazon.
Dai no c’è il nulla, sembra che il Clue Train Manifesto non abbia ancora raggiunto alcuni.
Fin qui però andiamo bene, almeno sono tradotti e li puoi consigliare all’amico che non sa l’inglese.

Ho letto ultimamente Violent Century di Lavie Tidhar. Stiamo parlando di un autore di speculative fiction (**)che ha vinto tutto il possibile incluso il World Fantasy Award. Un maestro della fantasy/sci-fi.
Se guardo su Amazon scopro che sono tradotti due libri su una ventina. Se vuoi scoprirlo impari l’inglese e te lo leggi in lingua originale.
Anche qui nessuno ne ha mai parlato, io ringrazio gli editori inglesi che me l’han fatto scoprire se aspettavo il mondo italiano ero ancora ferma a Tolkien o, se mi andava bene, a qualche libro di Martin e scordatevi che sia l’ultimo.

Peter McLean scordatevi pure di trovarlo in italiano. Priest of Bones e Priest of Lies sono due libri incredibili, un incrocio tra grim fantasy e gangster story, ma non sto neanche a controllare su Amazon se sia disponibile, sarebbe interessante sapere come mai una serie favolosa debba essere schifata del tutto.
Non sto parlando di Rotherweird che è favolosa ma abbastanza eccentrica, sto parlando di una serie fantasy e scusate se l’autore sa scrivere una storia che tiene l’attenzione e non un noiosissimo tomo.

E adesso sto per bestemmiare in chiesa o giù di lì. Perchè in Italia leggiamo per acculturarci non perchè ci fa piacere. Nora Roberts e Heather Graham scrivono mega best seller che ti inchiodano fino all’ultima pagina e ti divertono.
Il problema è che se cerco una mezza recensione per la Roberts, per quel poco che è tradotto, trovo la recensione schifata di una che ha schifato pure Outlander (***). La Graham non c’è ed è un vero peccato perchè Krewe of Hunter, la serie di cui fa parte The Seeker, un grande pastiche che mischia romance, paranormale e poliziesco, con un pizzico di horror.

Detto ciò un consiglio spassionato: imparate l’inglese e comprate i libri in lingua originale. Avrete molta più scelta e, nel caso di puzza-al-naso, potete sempre menargliela col fascino della letteratura popolare di fascia alta.

(*)Il fatto di leggere non implica che uno capisca cosa sta leggendo.
(**) Figo termine anglosassone che indica la letteratura fantastica che ti fa riflettere.
(***) Qui siamo nel campo leggere con la puzza al naso perchè Outlander non è un romanzetto ma historical fiction che mischia storia, fantasy e si anche una storia d’amore. La Gabaldon è molto apprezzata da Martin e vada a stendere la puzzona.

Libraria: il meglio di gennaio e febbraio

 

Nota: sono tutti libri avuti dagli editori, via Netgalley e Edelweiss, in cambio di una recensione. Le opinioni sono mie e li ho letti di mia sponte esattamente come li segnalo di mia sponte.
Gli editori sono quasi tutti inglesi ma li trovate anche in versione USA. Sono tre editori che amo molto per la varietà e la qualità di cosa pubblicano.
Sarebbe bello che fossero tradotti perchè valgono e sono decisamente dei gran bei libri.

Dirty Little Secret di Jo Spain (Editore Quercus Books) è un giallo con il perfetto mix di humor, suspence e misteri. In una comunità chiusa viene trovato dopo mesi il cadavere di una delle abitanti. Iniziano le indagini tra i residenti, ognuno di loro aveva ragioni per uccidere e ognuno ha dei segreti. Gran bel libro, uno di quei libri che devi finire per capire chi sia il colpevole e che danno un gran godimento.

Crime in Lepers’ Hollow di George Bellairs (Editore Agora Books). Il libro è un giallo classico, ha credo 60 anni ed è invecchiato bene.
Una famiglia, degli omicidi e una serie di segreti.
Un ottimo autore, per nulla conosciuto da noi, e un gran bel giallo. Agora è specializzata nel ristampare interi cataloghi di autori defunti. Tramite loro ho scoperto Nicholas Rhea e Nicholas Blake (al secolo Cecil Day-Lewis, poeta laureato e padre di Daniel Day-Lewis) più altri ottimi autori.
Sarebbe bello qualcuno li stampasse come sarebbe interessante traducessero la British Crime Classic Collection, una collana inglese di titoli storici, spesso dimenticati e il più delle volte favolosi.

The Stone Circle di Elly Griffith (Editore Quercus Books). E’ l’ultimo titolo in una serie che ha per protagonista un’archeologa forense e un detective della polizia di Norfolk. Casi interessanti che mischiano archeologia, cold cases e vicende personali. Gran bella serie che si legge volentieri.

The Night Tiger di Yangsze Choo (Editore Quercus Books) Qui siamo tra la fantasy, il realismo magico e un romanzo storico. C’è bisogno di una premessa: nel mondo anglosassone i libri ambientati nell’oriente (Medio Oriente, Cina, India, Malesia) vanno per la maggiore. In questo caso siamo in Malesia negli anni 30. Le storie parallele e destinate ad incontrarsi di una ragazza che fa la danseuse e un giovane servitore di dottori. Attorno i miti e le credenze cinesi e malesiani. Affascinante, coinvolgente e ben scritto.

The Gutter Prayer di Gareth Hanrahan (Little, Brown Book Group UK) Spettacolare inizio di un nuovo ciclo fantasy. Violento, pieno di pathos e di elementi lovecraftiani, sono quasi 700 pagine che vanno via come il pane. Assolutamente consigliato.

It’s Getting Scot in Here di Suzanne Enoch (Editore St. Martin’s Press) Siamo nel settore del romanzo storico con storia d’amore. Molti storceranno il naso sbagliando in pieno perchè è un libro divertentissimo, pieno di humour e con personaggi maschili sensati e personaggi femminili intelligenti.
Lo si legge molto volentieri e siamo lontani dallo stereotipo del body ripper o del romanzetto rosa.

Our Child of the Stars di Stephen Cox (Editore Quercus Books). Siamo in una via di mezzo tra il romanzo storico e la fantascienza. Una coppia american, alla fine degli anni 60, adotta un piccolo alieno. Detto così sembra una riscrittura di ET ma non ci siamo. E’ libro sì sul rapporto famigliare strano con un figlio che non puoi rendere pubblico ma anche sul sul senso di comunità e sulla resistenza al potere che vuole fare di tuo figlio o una super-arma o un caso di studio. Tenero, ben scritto e molto intenso.

Oziosi considerazioni su un po’ di tutto

Questa è una raccolta di oziose su cose lette e viste negli ultimi giorni.

1 – La ministra Grillo ha assunto un mental coach a 35k la settimana. Ho immediatamente inviato via Twitter a Di Maio la mia candidatura a “Esperta in previsioni olistiche basate su combinazioni di numeri”.
Tradotto: so leggere tarocchi e fare oroscopi, se aggiungono qualcosa imparo pure a usare le rune e leggere le foglie del te.
Non sarà il massimo ma viste le previsioni economiche che fanno i ns governanti sono sicura che con un giro di tarocchi uscirebbero più realistiche.

2 – Sto leggendo un cosy mystery (gialli leggeri di stampo anglosassone) dove la vittima è un data scientist esperto di Big Data.
Considerate che, per quanto tra i lettori ci stia di tutto, molti sono ultracinquantenni.
Per quel che ne so nella letteratura popolare italica siamo fermi a professori, marescialli dei carabinieri, commissari di polizia, baristi (*), etc
Mi sono chiesta cosa succederebbe se in un romanzo giallo uscisse uno che fa il data scientist, esistono anche in Italia, e si parlasse di Big Data. Suppongo che apparirebbero molte facce perplesse.

3 – Ogni tanto vorrei scrivere di politica. Poi mi viene in mente che la politica italiana attuale la si può prendere in due modi:
a – Modello cerchiamo di emigrare
b – Farsi 4 risate
Diventa anche difficile scrivere di politica perchè quando guardo il tg mi sembra di stare in uno sketch dei Monthy Phyton.

(*) Detto ciò la qui presente dichiara di amare profondamente Camilleri, Malvaldi e Farinetti. Un po’ meno Manzini ma è pur sempre un bel leggere.

(Librescamente) Cosa abbiamo in lettura adesso

I very fighi book blogger danno sempre un’anteprima di cosa stiano leggendo e cosa sia in arrivo.
Ho deciso di provare il brivido di mettere in pubblico quali sono le cose più interessanti che ho in lettura tra adesso e la fine di febbraio.

Andiamo con disordine partendo da cosa so e cosa sto già leggendo.

Daisy Jones & The Six (Random House) è una storia di rock, di rapporti umani e del percorso di crescita, sia sul piano umano che di carriera, di una cantante e della rock band con cui lavora.
Il libro è scritto con la tecnica dell’intervista, incrociando i diversi punti di vista e facendo narrare la storia a seconda di chi è partecipe a quello specifico evento.
Detto così può sembrare una palla intellettualoide ma è un libro che non riesci a mettere giù. Non è un caso che sia anche uno dei libri su cui c’è molto hype ed è inserito nelle classifiche di quelli più attesi degli inizi del 2019.

The Accidental Further Adventures of the Hundred-Year-Old Man (William Morrow) è il seguito di un libro uscito anche in Italia (Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve). Il primo libro era fantastico, il secondo – da quel che ho letto – è esilarante e all’altezza del primo

Where the Crawdads sing (Little, Brown Book Group) è un libro che sta andando per la maggiore in USA, lanciato da Reese Whiterspoon (*). Da quel poco che ho letto non mi piace molto, molto mito del ragazzo selvaggio e delle paludi. Credo vada bene in USA, in Italia siamo più cinici.

Gli altri so che sono in varie classifiche di libri attesi (Gutter Prayer) o noto manovre varie di hype (Night Tiger, Our Child of the Stars).

Matt Haig e Jason Fforde li prendo a scatola chiusa. Del primo non mi fece impazzire “How to Stop Time” ma ho amato molto il suo libro su Babbo Natale.
Del libro cinese so poco, preso per pura curiosità.

Detto ciò abbiamo una lunga serie di libri meno importanti o oggetto di hype che leggo quando voglio semplicemente divertirmi ma parlare di 60 libri mi pare un po’ esagerato (e i guilty pleasure si gustano in privato)

(*) Reese Whiterspoon ha un suo book club che ha già lanciato Eleanor Oliphant. A noi potrà sembrare strano che un’attrice faccia l’opinion maker librario ma – in epoca d’influence – funziona così.

Il meglio dell’anno librescamente (e oziose considerazioni sull’editoria italiana)

Una cosa che ho imparato razzolando tra libri USA e UK è che buona parte della produzione non viene tradotta, diciamo che in italiano arriva il 10%.
In Italia molti si lamentano che non si legge e tirano giù lunghi pipponi sulla scuola/famiglia/etc che non educano alla lettura, sugli italiani pigri e via elencando.
Ora è vero che la passione per la lettura l’acquisisci in famiglia ma è anche vero che il mercato italiano non aiuta.
Da una parte abbiamo la visione del libro come feticcio sacro, portatore di cultura e non di svago o piacere. In Italia sembra che il concetto di “divertente” applicato ad un libro sia quasi una bestemmia e sminuisca il valore del sacro feticcio.
In secondo luogo abbiamo l’idea dello scrittore come icona sacrale da venerare ma con cui interagire al minimo. Una cosa che ho appreso dagli scrittori anglosassoni è che sono disponibili a risponderti, si leggono le recensioni e se gli piace te lo fanno sapere. Questo può succedere a tutti i livelli, inclusi quelli che hanno “Il New York Times bestseller” nella dicitura.
Il terzo punto è il prezzo: un libro anglosassone può andare da 0,99 centesimi a 25$, senza contare le maree di sconti, regali e vai coi carri. In più c’è un forte sistema di biblioteche e di prestiti che fa si che chiunque possa leggere.
Io so di avere una biblioteca vicino a casa ma di sicuro non ha gli orari di quelle USA ossia fino alle 21, alcune con aperture la domenica.
Last but not least: nel mondo anglosassone il libro è un oggetto che si deve vendere, la casa editrice farà di tutto per lanciarlo. Essendo un oggetto da vendere conta anche il pensiero dei lettori, le loro recensioni. (*)
A me piacerebbe fare per una casa editrice italiana quello che faccio per quelle anglosassoni ma non saprei da che parte iniziare. Quando ho richiesto copie di libri a quelle anglosassoni avevo un riferimento, ho passato i miei riferimenti social e avuto il libro nel giro di mezz’ora.
Non ho idea di cosa si debba fare in Italia e penso che non ce l’avrò mai.

Cmq sia vorrei elencare i libri che ho amato di più quest’anno, nessuno è tradotto in italiano per cui fatevene una ragione e, se non lo sapete, imparate l’inglese

1 – Foundryside di Robert Jackson Bennett
In un universo distopico dove la magia è tecnologia avventure picaresche, guerre e personaggi complessi. Bellissimo
2 – Priest of Bones di Peter McLean
Pieno di humor, cupo, violento e bellissimo tra gangster, guerrieri, magia e spionaggio. Un misto di fantasy violenta e i Goodfella, con tanto tanto humor. Se lo inizi non lo molli.
3 – Rotherweird/Wyntertide di Andrew Caldecott
Una cittadina nell’Inghilterra contemporanea ma al di fuori della storia. Barocco, splendidamente scritto, complesso. Van letti entrambi i libri in ordine sennò si capisce poco. Bellissimo.
4 – Old Baggage di Lissa Evans.
Una vecchia suffragetta, il bisogno di trovare un nuovo scopo nella vita, i ricordi, le amicizie. Scritto benissimo, pieno di humour, con un personaggio principale indimenticale
5 – Miss Kopp Just Won’t Quit di Amy Stewart. Le avventure della prima donna poliziotto a New York. Sullo sfondo gli USA degli anni ’10, le lotte operaie e le battaglie femminili per il voto
6 – British Library Crime Classics. Non è un libro, è una collana che ripubblica libri gialli pubblicati tra gli anni 20 e 50. Alcuni sono delle vere gemme, tutti sono molto gradevoli
7 – I gialli di Rowland Sinclair di Sulari Gentili.
Un ciclo ambientato nell’Australia degli anni ’30 tra artisti comunisti, un cane che si chiama Lenin e il protagonista, figlio di una famiglia bene diventato pittore. Sullo sfondo lotte operaie, il fascismo in salsa australiana (e dicono cose che suonano tanto attuali). E un bel giallo.

(*) La qui presente legge le recensioni USA, evita come la peste quelle italiane che spesso soffrono di snobismo librario e se non è noioso non piace.