(Librescamente) Cosa abbiamo in lettura adesso

I very fighi book blogger danno sempre un’anteprima di cosa stiano leggendo e cosa sia in arrivo.
Ho deciso di provare il brivido di mettere in pubblico quali sono le cose più interessanti che ho in lettura tra adesso e la fine di febbraio.

Andiamo con disordine partendo da cosa so e cosa sto già leggendo.

Daisy Jones & The Six (Random House) è una storia di rock, di rapporti umani e del percorso di crescita, sia sul piano umano che di carriera, di una cantante e della rock band con cui lavora.
Il libro è scritto con la tecnica dell’intervista, incrociando i diversi punti di vista e facendo narrare la storia a seconda di chi è partecipe a quello specifico evento.
Detto così può sembrare una palla intellettualoide ma è un libro che non riesci a mettere giù. Non è un caso che sia anche uno dei libri su cui c’è molto hype ed è inserito nelle classifiche di quelli più attesi degli inizi del 2019.

The Accidental Further Adventures of the Hundred-Year-Old Man (William Morrow) è il seguito di un libro uscito anche in Italia (Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve). Il primo libro era fantastico, il secondo – da quel che ho letto – è esilarante e all’altezza del primo

Where the Crawdads sing (Little, Brown Book Group) è un libro che sta andando per la maggiore in USA, lanciato da Reese Whiterspoon (*). Da quel poco che ho letto non mi piace molto, molto mito del ragazzo selvaggio e delle paludi. Credo vada bene in USA, in Italia siamo più cinici.

Gli altri so che sono in varie classifiche di libri attesi (Gutter Prayer) o noto manovre varie di hype (Night Tiger, Our Child of the Stars).

Matt Haig e Jason Fforde li prendo a scatola chiusa. Del primo non mi fece impazzire “How to Stop Time” ma ho amato molto il suo libro su Babbo Natale.
Del libro cinese so poco, preso per pura curiosità.

Detto ciò abbiamo una lunga serie di libri meno importanti o oggetto di hype che leggo quando voglio semplicemente divertirmi ma parlare di 60 libri mi pare un po’ esagerato (e i guilty pleasure si gustano in privato)

(*) Reese Whiterspoon ha un suo book club che ha già lanciato Eleanor Oliphant. A noi potrà sembrare strano che un’attrice faccia l’opinion maker librario ma – in epoca d’influence – funziona così.

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