Ah l’innovazione (di presidenti, siti e portatili)

Fatto: un presidente degli Stati Uniti dialoga in diretta su un social network

E’ un qualcosa che suppongo non succeda tutti i giorni e, sotto un certo aspetto, è piuttosto rivoluzionario ed innovativo.
Si sapeva da tempo che Obama è piuttosto tech-savy ed ha sempre saputo usare e dialogare con il web ricordando quando rispose direttamente a Daily Kos che l’aveva attaccato.

Gli americani analizzano la cosa e la analizzano sia sul piano del messaggio che sul piano della modalità di comunicazione.
Un esempio è questa citazione da The Atlantic:
Much as many would like to believe that the medium determines the message, a modern politician is never unmediated. Not in a pie shop in Pennsylvania, not at a basketball game, not while having dinner, not on the phone with NASA, not on TV, not doing a Reddit AMA. Reddit is not a mic accidentally left on during a private moment. The kind of intimacy and honesty that Redditors crave does not scale up to national politics, where no one ever lets down his or her guard. Instead of using the stiffness and formality of the MSM to drive his message home, Obama simply used the looseness and casual banter of Reddit to drive his message home. Here more than in almost anything else: Tech is not the answer to the problems of modern politics

Ora la cosa potrebbe essere di un certo interesse anche per l’Italia, potrebbe suggerire qualche modo nuovo di interfacciarsi in politica, potrebbe persin suggerire che le diatribe grilline-vs-resto del mondo(*) sono un pochino noiose e poco hanno a che fare con la politica.

Una cosa del genere potrebbe persino dare la stura a solenni trombonate.

INVECE NO.

Gli italiani ne parlano ma – SORPRESA – si interessano al fatto che usi un Mac

Lasciamo perdere riforme, rottamazioni e blah vari, l’unico modo per cambiare sarebbe l’arrivo di un’orda mongola.

(*) Visto che il post non è su Grillo e dintorni qualsiasi commento pro/contro Grillo sarà brutalmente cassato

Twitterate, no2giuni e avanti con gli avatar

white people will solve this problem the way that they solved the election crisis in Iran – through Facebook and Twitter status updates. In 2009, millions of white people took 35 seconds to turn their twitter profiles green, and consequently sent a very powerful message to the leaders of Iran. Their message was that they wanted their friends to know that they would stop at nothing to ensure freedom and democracy for the Iranian people. Thanks in large part to that effort Iran is now completely democratic” (Stuff White People Like)

In questi giorni di tragedia, tra morti e scosse continue,  una parte di Twitter riesce a trasformare un dramma in una farsa.

A fianco di appelli, notizie, segnalazioni, la parte più comico-trombonistica della rete è riuscita a lanciarsi nell’ennesima inutile campagna: il #no2giugno

Ora le motivazioni potrebbero essere sensate: risparmiare da una parte e convogliare i fondi per la ricostruzione.
Peccato due semplici, semplicissime cose.

  1. Nessuno ha la più pallida idea di quanto costi la parata del 2 giugno. Ho provato a chiederlo e, sarò sfigata io, non è apparsa nessuna risposta
  2. Fermare un’organizzazione del genere il 30 maggio non vuol dire risparmiare soldi. Vuol dire averne già speso buona parte e gettarli via

Però fa figo avere il tweet con l’hashtag #no2giugno, molto engagè e disinvolto.

La seconda stravaganza uscita in questi giorni sono le teorie complottistiche. Mancavano le scie chimiche e gli Illuminati di Baviera e tutto il catalogo del New World Order era esposto lì in bella vista.

Portando con se domande ed asserzioni tipo “Ma questi sono scemi?” o “Il buon gusto di star zitti, questo sconosciuto”.

Molto di più sul tema potrebbe dirlo Evgenij Morozov che, se non l’avete ancora letto, vi consiglio caldamente.

Tanto per ricordarci che abbiamo colorato di arancio i blog, messo avatar verdi/neri/io-sono-paola e, a memoria d’uomo, ci fosse stata una volta in cui è servito a qualcosa.