Libraria: il meglio di gennaio e febbraio

 

Nota: sono tutti libri avuti dagli editori, via Netgalley e Edelweiss, in cambio di una recensione. Le opinioni sono mie e li ho letti di mia sponte esattamente come li segnalo di mia sponte.
Gli editori sono quasi tutti inglesi ma li trovate anche in versione USA. Sono tre editori che amo molto per la varietà e la qualità di cosa pubblicano.
Sarebbe bello che fossero tradotti perchè valgono e sono decisamente dei gran bei libri.

Dirty Little Secret di Jo Spain (Editore Quercus Books) è un giallo con il perfetto mix di humor, suspence e misteri. In una comunità chiusa viene trovato dopo mesi il cadavere di una delle abitanti. Iniziano le indagini tra i residenti, ognuno di loro aveva ragioni per uccidere e ognuno ha dei segreti. Gran bel libro, uno di quei libri che devi finire per capire chi sia il colpevole e che danno un gran godimento.

Crime in Lepers’ Hollow di George Bellairs (Editore Agora Books). Il libro è un giallo classico, ha credo 60 anni ed è invecchiato bene.
Una famiglia, degli omicidi e una serie di segreti.
Un ottimo autore, per nulla conosciuto da noi, e un gran bel giallo. Agora è specializzata nel ristampare interi cataloghi di autori defunti. Tramite loro ho scoperto Nicholas Rhea e Nicholas Blake (al secolo Cecil Day-Lewis, poeta laureato e padre di Daniel Day-Lewis) più altri ottimi autori.
Sarebbe bello qualcuno li stampasse come sarebbe interessante traducessero la British Crime Classic Collection, una collana inglese di titoli storici, spesso dimenticati e il più delle volte favolosi.

The Stone Circle di Elly Griffith (Editore Quercus Books). E’ l’ultimo titolo in una serie che ha per protagonista un’archeologa forense e un detective della polizia di Norfolk. Casi interessanti che mischiano archeologia, cold cases e vicende personali. Gran bella serie che si legge volentieri.

The Night Tiger di Yangsze Choo (Editore Quercus Books) Qui siamo tra la fantasy, il realismo magico e un romanzo storico. C’è bisogno di una premessa: nel mondo anglosassone i libri ambientati nell’oriente (Medio Oriente, Cina, India, Malesia) vanno per la maggiore. In questo caso siamo in Malesia negli anni 30. Le storie parallele e destinate ad incontrarsi di una ragazza che fa la danseuse e un giovane servitore di dottori. Attorno i miti e le credenze cinesi e malesiani. Affascinante, coinvolgente e ben scritto.

The Gutter Prayer di Gareth Hanrahan (Little, Brown Book Group UK) Spettacolare inizio di un nuovo ciclo fantasy. Violento, pieno di pathos e di elementi lovecraftiani, sono quasi 700 pagine che vanno via come il pane. Assolutamente consigliato.

It’s Getting Scot in Here di Suzanne Enoch (Editore St. Martin’s Press) Siamo nel settore del romanzo storico con storia d’amore. Molti storceranno il naso sbagliando in pieno perchè è un libro divertentissimo, pieno di humour e con personaggi maschili sensati e personaggi femminili intelligenti.
Lo si legge molto volentieri e siamo lontani dallo stereotipo del body ripper o del romanzetto rosa.

Our Child of the Stars di Stephen Cox (Editore Quercus Books). Siamo in una via di mezzo tra il romanzo storico e la fantascienza. Una coppia american, alla fine degli anni 60, adotta un piccolo alieno. Detto così sembra una riscrittura di ET ma non ci siamo. E’ libro sì sul rapporto famigliare strano con un figlio che non puoi rendere pubblico ma anche sul sul senso di comunità e sulla resistenza al potere che vuole fare di tuo figlio o una super-arma o un caso di studio. Tenero, ben scritto e molto intenso.

Oziosi considerazioni su un po’ di tutto

Questa è una raccolta di oziose su cose lette e viste negli ultimi giorni.

1 – La ministra Grillo ha assunto un mental coach a 35k la settimana. Ho immediatamente inviato via Twitter a Di Maio la mia candidatura a “Esperta in previsioni olistiche basate su combinazioni di numeri”.
Tradotto: so leggere tarocchi e fare oroscopi, se aggiungono qualcosa imparo pure a usare le rune e leggere le foglie del te.
Non sarà il massimo ma viste le previsioni economiche che fanno i ns governanti sono sicura che con un giro di tarocchi uscirebbero più realistiche.

2 – Sto leggendo un cosy mystery (gialli leggeri di stampo anglosassone) dove la vittima è un data scientist esperto di Big Data.
Considerate che, per quanto tra i lettori ci stia di tutto, molti sono ultracinquantenni.
Per quel che ne so nella letteratura popolare italica siamo fermi a professori, marescialli dei carabinieri, commissari di polizia, baristi (*), etc
Mi sono chiesta cosa succederebbe se in un romanzo giallo uscisse uno che fa il data scientist, esistono anche in Italia, e si parlasse di Big Data. Suppongo che apparirebbero molte facce perplesse.

3 – Ogni tanto vorrei scrivere di politica. Poi mi viene in mente che la politica italiana attuale la si può prendere in due modi:
a – Modello cerchiamo di emigrare
b – Farsi 4 risate
Diventa anche difficile scrivere di politica perchè quando guardo il tg mi sembra di stare in uno sketch dei Monthy Phyton.

(*) Detto ciò la qui presente dichiara di amare profondamente Camilleri, Malvaldi e Farinetti. Un po’ meno Manzini ma è pur sempre un bel leggere.

Il meglio dell’anno librescamente (e oziose considerazioni sull’editoria italiana)

Una cosa che ho imparato razzolando tra libri USA e UK è che buona parte della produzione non viene tradotta, diciamo che in italiano arriva il 10%.
In Italia molti si lamentano che non si legge e tirano giù lunghi pipponi sulla scuola/famiglia/etc che non educano alla lettura, sugli italiani pigri e via elencando.
Ora è vero che la passione per la lettura l’acquisisci in famiglia ma è anche vero che il mercato italiano non aiuta.
Da una parte abbiamo la visione del libro come feticcio sacro, portatore di cultura e non di svago o piacere. In Italia sembra che il concetto di “divertente” applicato ad un libro sia quasi una bestemmia e sminuisca il valore del sacro feticcio.
In secondo luogo abbiamo l’idea dello scrittore come icona sacrale da venerare ma con cui interagire al minimo. Una cosa che ho appreso dagli scrittori anglosassoni è che sono disponibili a risponderti, si leggono le recensioni e se gli piace te lo fanno sapere. Questo può succedere a tutti i livelli, inclusi quelli che hanno “Il New York Times bestseller” nella dicitura.
Il terzo punto è il prezzo: un libro anglosassone può andare da 0,99 centesimi a 25$, senza contare le maree di sconti, regali e vai coi carri. In più c’è un forte sistema di biblioteche e di prestiti che fa si che chiunque possa leggere.
Io so di avere una biblioteca vicino a casa ma di sicuro non ha gli orari di quelle USA ossia fino alle 21, alcune con aperture la domenica.
Last but not least: nel mondo anglosassone il libro è un oggetto che si deve vendere, la casa editrice farà di tutto per lanciarlo. Essendo un oggetto da vendere conta anche il pensiero dei lettori, le loro recensioni. (*)
A me piacerebbe fare per una casa editrice italiana quello che faccio per quelle anglosassoni ma non saprei da che parte iniziare. Quando ho richiesto copie di libri a quelle anglosassoni avevo un riferimento, ho passato i miei riferimenti social e avuto il libro nel giro di mezz’ora.
Non ho idea di cosa si debba fare in Italia e penso che non ce l’avrò mai.

Cmq sia vorrei elencare i libri che ho amato di più quest’anno, nessuno è tradotto in italiano per cui fatevene una ragione e, se non lo sapete, imparate l’inglese

1 – Foundryside di Robert Jackson Bennett
In un universo distopico dove la magia è tecnologia avventure picaresche, guerre e personaggi complessi. Bellissimo
2 – Priest of Bones di Peter McLean
Pieno di humor, cupo, violento e bellissimo tra gangster, guerrieri, magia e spionaggio. Un misto di fantasy violenta e i Goodfella, con tanto tanto humor. Se lo inizi non lo molli.
3 – Rotherweird/Wyntertide di Andrew Caldecott
Una cittadina nell’Inghilterra contemporanea ma al di fuori della storia. Barocco, splendidamente scritto, complesso. Van letti entrambi i libri in ordine sennò si capisce poco. Bellissimo.
4 – Old Baggage di Lissa Evans.
Una vecchia suffragetta, il bisogno di trovare un nuovo scopo nella vita, i ricordi, le amicizie. Scritto benissimo, pieno di humour, con un personaggio principale indimenticale
5 – Miss Kopp Just Won’t Quit di Amy Stewart. Le avventure della prima donna poliziotto a New York. Sullo sfondo gli USA degli anni ’10, le lotte operaie e le battaglie femminili per il voto
6 – British Library Crime Classics. Non è un libro, è una collana che ripubblica libri gialli pubblicati tra gli anni 20 e 50. Alcuni sono delle vere gemme, tutti sono molto gradevoli
7 – I gialli di Rowland Sinclair di Sulari Gentili.
Un ciclo ambientato nell’Australia degli anni ’30 tra artisti comunisti, un cane che si chiama Lenin e il protagonista, figlio di una famiglia bene diventato pittore. Sullo sfondo lotte operaie, il fascismo in salsa australiana (e dicono cose che suonano tanto attuali). E un bel giallo.

(*) La qui presente legge le recensioni USA, evita come la peste quelle italiane che spesso soffrono di snobismo librario e se non è noioso non piace.

Un anno da reviewer ovvero da recensore di libri

In questo periodo fa un anno che ho iniziato a fare il recensore di libri per hobby.
Fino ad un anno fa ignoravo del tutto che se ne potesse ricavare qualcosa tipo avere libri gratis e ammetto che è stata una bella scoperta.
Qualche centinaio di libri dopo con titoli che variano da “cose di lavoro” ai romanzi rosa (ognuno ha i suoi guiltry pleasure) posso dire che è un hobby affascinante.
Come ho già scritto per gestire i tempi di letture e le deadline gestisco la cosa modello progetto: non uso Project ma Excel, stabilisco priorità e livello d’interesse.
Ipoteticamente dovrebbero essere tutti libri che mi interessano tantissimo, il problema è che quando scegli cosa richiedere o prendere (alcuni non richiedono flussi approvativi) incidono anche cose tipo l’umore o quanto ti piaccia la copertina (*).
Detto ciò fino ad adesso sono riuscita a stare nelle deadline che mi ero fissata, se v’interessa i libri interessanti o futuri best seller di solito escono di martedì e giovedì.
E’ stato abbastanza esilarante entrare in contatto con le mastodontiche case editrici anglosassoni, nomi mitici che vendono milioni di copie di libri.
Da quel che ho capito ogni libro è un “prodotto” e come tale ha un suo addetto marketing. Il reviewer si interfaccia con l’addetto marketing perchè fa parte del processo di marketing del libro.
Dopo di ciò gli addetti marketing sono abbastanza stravaganti e, a volte, paradossali.
Ho già visto di tutto e di più.
Per fare un esempio: a me piacciono la fantasy ed i gialli leggeri. C’è una grossa casa editrice che pubblica di tutto un po’, inclusi romanzi storici. Facendo una statistica 3/4 le mie richieste di gialli e/o fantasy sono rigettate, in compenso mi mandano un sacco d’inviti per i romance storici. Spero che l’addetta ai romance storici un giorno passi ai gialli e che si ricordi di me.
Un’altra casa editrice, specializzata in gialli, mi ha preso in simpatia. O meglio uno dei responsabili marketing mi ha preso in simpatia e, non solo è arrivato a scrivermi “Se ti abbiamo rifiutato qualcosa faccelo sapere che rimediamo” ma mi ha pure messo in whitelist. Ciò ha comportato un momento a la “bambino in negozio di giocattoli gratis”. Ho scaricato l’impossibile e mo mi tocca leggere l’impossibile (**)
Un’altra casa editrice inglese, che pubblica favolosi libri di fantasy, deve avere un addetto marketing un po’ schizofrenico. Cotale signorina il giorno 1 mi rifiuta l’accesso, il giorno 2 mi manda l’invito. E’ già successo due volte e penso ce ne saranno altre.
E’ stato un anno interessante, ho appreso molto, letto libri bellissimi e grandi ciofeche.

Istruttivo, interessante e economico. Cosa voglio di più ?

(*) E’ accertato che una copertina accattivante invita a comprare libri. I libri tennici, visto che non li compri per diletto, han spesso copertine di una semplicità francescana
(**) Eran tutti gran bei libri

Libri: The Dragon Waiting di John M. Ford

La prima volta che ho sentito parlare di questo libro fu nel periodo in cui lessi Julian.

Non ne avevo mai sentito parlare, era introvabile sia nei canali ufficiali che in quelli alternativi.
Ci ho messo circa un anno ma alla fine sono riuscita a leggerlo.

E un libro che mischia storia, fantasy e si basa su un’ipotesi: cosa sarebbe successo se Giuliano non fosse morto dopo solo pochi anni di regno e si fosse rimasti nella situazioni in cui tutte le religioni erano considerate alla pari e non esisteva religione ufficiale ed obbligatoria.

Il libro si muove nell’Europa della fine del XV secolo tra Francia, Italia e Inghilterra.
E dopo poche pagine ti prende sia per il ritmo e la scrittura sia per questa possibile storia alternativa.

E dopo poche pagine non riesci a mollarlo.

Vorrei consigliarvelo. Se riuscirete a trovarlo e se non avete problemi a leggere libri in inglese.

Detto ciò continua ad essere valido il discorso sull’editoria italiana che lascia fuori autori validissimi, questo romanzo ha vinto il World Fantasy Award, premio andato a grandi come Gaimam, Tim Powers e altri grandi.
Ma se non pubblica i Dresden Files non mi stupisco che lasci fuori libri di culto.

Annarella legge libri seri: Julian di Gore Vidal

Ogni tanto mi capita e leggo libri seri. E quando dico “seri”, dico “grandi libri”. (*)

Dopo avere letto in giro un po’ di recensioni entusiastiche ho deciso di metterci mano.

Il libro è “Julian” di Gore Vidal ovvero la biografia romanzata di Flavio Claudio Giuliano Augusto, nickname Giuliano l’Apostata.

Il libro ha quasi cinquantanni ma decisamente non li dimostra.

Molto accurato nelle ricerche storiche, scritto in inglese favoloso affronta sia il controverso personaggio di Giuliano sia l’affascinante periodo storico in cui si trova a vivere.

I primi tempi dell’Impero Romano d’Oriente e, soprattutto, il grandissimo cambiamento culturale che li accompagna: il passaggio del cristianesimo da religione perseguitata a religione di stato.

Vidal non ci va leggero nel dipingere i cristiani come non ci va leggero nel rappresentare le contraddizioni che il cristianesimo vive, il passaggio da religione perseguitata a religione di persecutori (**)

Su tutto la figura di Giuliano, complessa ed affascinante. Un imperatore di cui sappiamo ben poco che è rimasto relegato nel ruolo indicato dal suo nickname quasi cancellandolo dalla storia.

Un grande libro affascinante, oltre ogni moda e libro figo-d’-attualità.
Una critica alla religione di classe, decisamente più interessante delle varie diatribe oddifreddiane.

Nota: se amate Rino Camilleri e tutti i blah sulla “leggenda nera” ve lo sconsiglio.

(*) La mia religione mi vieta di leggere: libri scritti da blogger, libri di cui parli troppo bene la blogosfera, libri conigliati da Fazio, libri pubblicati da Minimum Fax. (****)
(**) le diverse fazioni non c’andavano leggere.
(***) Freud lo definirebbe “uomo della storia” ma non “uomo della memoria”. Vidal fa un ottimo lavoro nel farlo divenire anche “uomo della memoria”
(****) ho intenzione di fare uno strappo alla mia religione perchè sono incuriosita da “Limonov” benchè ne parli bene la blogosfera e l’abbian presentato da Fazio

Libraria: Shadow of Night

“Shadow of the Night” è il seguito di “A Discovery of Witches” uscito oggi.

Per strane ragioni che non starò qui a spiegare la sottoscritta è già riuscita a leggerlo e ne ha goduto abbondamente.

Del primo libro mantiene i personaggi e il filo conduttore ma sono gli unici punti di contatto.
Il resto è diverso a partire dall’atmosfera per arrivare allo stile dell’autrice.

Nel primo avevamo una storia d’amore ostacolata, ricca di tensione erotica. Sullo sfondo le discussioni sulla storia dell’alchemia.
Nel secondo abbiamo un viaggio nel tempo, una storia che viene consumata (*) e la storia che si dipana e viene modificata.

Il primo era un urban fantasy di stampo romantico, il secondo è un fantasy storico.

Rispetto al primo abbiamo avuto un enorme ed epocale cambiamento: qualcuno ha fatto editing e non ci mettono più dieci pagine a salire a cavallo.

Rimane un grosso difetto: più che un libro a volte sembra un catalogo di personaggi storici calati in un romanzo. Da Christopher Marlowe (**) a Rodolfo D’Asburgo passando per Elisabetta I c’è di tutto e di più.

Un libro consigliato a chi ama i romanzoni storici, romantici e con un tocco di paranormale.

(*) Ringraziando non ci sono scene di sesso all’americana ossia quanto di più noioso vi possa essere
(**) Che per qualche ragione deve stare sull’anima all’autrice