Good bye Lou

Era il 1980 e comprai il mio primo LP. Era “Growing Up in Public” di Lou Reed.

Ricordi di un’adolescenza passata ascoltando Reed, Patti Smith, Television, Talking Heads e via elencando di scena niuiorchese. (*)

Oggi Lou Reed è morto e, per quanto non fosse più qualcuno che ascoltavi ogni giorno, ti senti come se fosse morto un pezzo della tua storia.

Non ci sono parole, solo l’emozione e il senso del tempo passato e di cosa non potrà più essere.

 

I could sleep for a thousand years
A thousand dreams that would awake me
Different colors made of tears (Venus in Furs, Velvet Underground) (**)

(*) Poi sarebbero arrivati gli inglesi e la dark wave
(**) la mia preferita dei Velvet
 

Fomentare l'odio etnico

On the air: Syriana – Road to Damascus

Premessa: la musica araba mi piace. Non sempre, non tutta come qualsiasi tipo di musica. Detto ciò penso che sia un tipo di musica che ti puoi o godedere con altri appassionati o da solo.

I centrosocialati locali debbono essere passati in massa alla Lega, non mi spiego in altro modo la loro scelta musicale di questa sera.

Sono 2 ore 2 che passano musica araba a tutto volume. E non raj o roba tipo i Syriana o qualsiasi brano che non sia cantato da un tale a cui è appena passato qualcuno sul mignolo..

NO

Stanno passando l’equivalente di Gigi D’Alessio made in Yemen o in Libano
Uno strippamento di gonadi senza precedenti, roba da far rimpiangere i bei vecchi tempi in cui strippavano con rap.

Sono profondamente convinta che, fatte 2/3 serate tipo questa, il quartiere, fino ad adesso non afflitto da problemi di scontri etnici, diverrà una cosa tipo “Bastardi che ci strinate le gonadi con quella musica di merda”.

Perchè, diciamolo, state proprio passando l’equivalente di Gigi D’Alessio.

A testimonianza che avete dei gusti musicali di merda

Concerti tedeschi (o di Peter Gabriel a Colonia)

Ieri sera ero a Colonia a vedere Peter Gabriel live.

Da fan posso dire, citando “The Book of Love”,

I love it when you sing to me
And you, you can sing me anything

Non l’avevo mai visto perchè mai ebbe a succedere che io e un suo concerto fossimo a meno di 100 km. Ho coltivato la sua discografia puntigliosamente comprando anche cose come OVO, opera con canzoni memorabili ed altre ampiamente dimenticabili, e Passion, colonna sonora dimenticata ed emozionante dove lui canta solo su un pezzo.

Detto ciò ero un po’ titubante perchè non sapevo cosa aspettarmi.
E infatti ho avuto davanti qualcosa che era diverso dalle aspettative, molto emozionante e, al tempo stesso, molto divertente.

Alcune annotazioni sparse:
1 – Chi fa gli arrangiamenti ha la fissa di Stravinsky, su un paio di brani ha rifatto la Sacra de la Primavera
2 – Alcune cose, più che da ragioni artistiche, credo sian dovute a “la crisi di mezzaetà dell’artista che fu prog” altrimenti non si spiegano assoli dell’orchestra di 3/4 minuti che si-stava-bene-pure-senza
3 – ha una voce meravigliosa e su alcuni pezzi è praticamente impossibile distinguerla da quella su digitale
4 – se vi capita vicino e lui vi piace, andateci

Fin qui il concerto ma, per me almeno, altrettanto interessante era il pubblico a contorno e l’ambiente.
La Lanxess arena è una delle venue da concerto più grandi della Germania, decisamente enorme.

Tu entri e sei in una specie di posto strano dove la Germania più Germania incontra gli USA: stesso gigantismo, stessa massa enorme di locali da cibo.
Ristoranti, stand iniziano davanti e proseguono in ogni dove. Ovunque potete trovare cibo e beveraggi.
Come in Usa, come negli stati del baseball.
Con una grossa differenza: negli USA a dominare è il cibo, qui è la birra.
Dagli omini con botte sulle spalle ai diversi posti, tutto è “distribuiamo birra”, tutto organizzato e pensato per quel boccale al punto che ogni sedile ha il suo reggiboccale.

In tutto questo si muovono i tedeschi di ogni età perchè, anche se è un po’ cosi’ dirlo, il fan medio tedesco di PG ha superato l’età dell’università da un bel po’ ed è lì con la famiglia intera di modo che tutto sembra un grosso festival dell’Unità in salsa Kolsch (*)

Tenendo famiglia e muovendosi su binari che sono quelli del “vado ad uno spettacolo” portano a dinamiche da concerto abbastanza diverse da quelle italiane, dinamiche permesse anche dall’avere i posti assegnati in precedenza.
Così mentre la sottoscritta era lì 90 minuti prima, il tedesco è arrivato 10 minuti prima, come a teatro, e si è cercato il suo posto.
Esattamente come a teatro abbiamo avuto l’intervallo pipì/ricarica birra e il fenomeno di quelli che arrivavano in ritardo e facevano alzare tutti.

E’ da notare che, a differenza dell’ultima cosa che avevo visto in Italia, non si son sentiti cellulari suonare e gente comunicare a tutto il parentado “Ciao, sono a sentire Peter Gabriel”.

Sarà l’età, sarà la disposizione logistica bisogna però dire che questi non ballano e si agitano poco. Applaudono molto, osannano ecc ma non ballano.

In compenso trincano tutto il tempo e ciò è cosa buona e profondamente tedesca

(*) Qualsiasi cosa tedesca sembra una grossa festa dell’Unità in salsa birresca: dai comizi di Obama a Berlino al Gay Pride a Dusseldorf

Cose serie ovvero concerti

I Rammstein faranno un tour europeo.
Alla domanda “Andreste in Italia?” debbono aver risposto “Manco per sontosa fungia della prozia Gertrude”.

Il posto piu’ vicino dove vederli in concerto credo sia Zurigo.

I Pixies faranno un tour europeo.
Alla domanda “Andreste in Italia?” debbono aver risposto “Manco per sontosa fungia della prozia Gertrude ed il monumentale augello del prozio Galimberto”.

Il posto piu’ vicino dove vederli credo sia Parigi.

La cosa si fa seria e viola seriamente il mio diritto ad assistere a dei bei concerti.

Potrebbe anche voler dire che a livello musicale siamo piu’ affini alla Turchia che alla Francia ma, a scanso d’equivoci, non vorrei cio’ suonasse offensivo per i turchi

De Andrè, santo subito

Libertà l’ho vista dormire
nei campi coltivati
a cielo e denaro,
a cielo ed amore,
protetta da un filo spinato.

Libertà l’ho vista svegliarsi
ogni volta che ho suonato
” (Suonatore Jones)

Sto segueno lo special su De Andrè, Rai 3.

Eio dice che lo stanno trasformando in un Vasco per alfabetizzati, qui ne stanno facendo un incrocio tra San Francesco, Garibaldi e Dante Alighieri.

Frasi tipo “Uno dei grandi italiani del ‘900”, “La mia vita non sarebbe stata la stessa senza le sue canzoni”.

De Andrè credo appartenga alla memoria di chi ha amato le sue canzoni. Non alle celebrazioni, non alle iperboli.

E poi, ecchecaspita, vi dispiace ricordarlo con “Il suonatore Jones”, per una volta tanto, al posto di sbrodolare che neanche Fede quando parla di Berlusconi ? ?

[Youtube=http://www.youtube.com/watch?v=2kNwJX6E7pE]

Finì con i campi alle ortiche
finì con un flauto spezzato
e un ridere rauco
e ricordi tanti
e nemmeno un rimpianto.

Istantanei innamoramenti musicali del 2008

Per la serie “Quegli Artisti che Qui non arrivano, non sappiamo perchè ma godiamoci Giusy Ferreri”, due innamoramenti musicali del 2008

Uno è di circa 5 minuti fa. L’ho ascoltato ed ho concordato con Pitchfork. E’ questo qui sotto:

Sono i Fleet Foxes. Hat tip ad segnalazione del sig. Bloggo Intestinale

Il secondo sono i Vampire Weekend

Hat Tip a qualcuno su Tumblr un paio di mesi fa.

Sono tutti giovanissimi e bravissimi, per cui non saprei se vi sia revival o meno, ma a me ricordano moltissimo i Prefab Sprout e gli Atzec Camera

Masochismo femminile

Mettiamola cosi’: ci sono serate in cui piglia la botta a la “Facciamoci del male, mettiamo su musica romantica”.

Quando piglia a me vado di Roxy Music. Non quelli di Virginia Plain  ma quelli di Flesh&Blood. Roba tipo “My Only Love” , “Slave to love“, “Oh Yeah” o “It’s your love strong enough” (*). Un set di canzoni che stenderebbero un bue tanto sono malinconic-romantic-passional.

Ora non c’è nulla di male nel farsi una serata magonosa-sentimental-malinconica, il problema è che dopo circa mezz’ora una inizia a sguazzarci diventando un incrocio tra la dama di Shallott, Giulietta, Isotta e Dio solo sa che altro.

Tutto ciò naturalmente fa un sacco bene perchè provoca decongestionamento delle sacche lacrimali, scarico di tensione e utilizzo di particolari fasi del pensiero laterale che un tempo andavano alla voce “Avere nulla di meglio da fare”.

Siamo in un attacco di masochismo femminile: quella cosa che fa indossare il tacco da 12 o la guipiere tutto il giorno. Se avete mai indossato una guipiere e l’avete fatto tutto il giorno, o siete Rossella O’Hara o siete masochisti. Vie di mezzo non ne vedo.

Le cure per cotali attacchi masochistic-femminili erano un tempo due: viaggiare o farsi suore. Detto onestamente avrei preferito la prima in quanto la seconda mi pare un po’ troppo radicale.

Un vero attacco di umore masochistico-femminile può durare dalle 2/3 ore ad una settimana. Poi passa. Nel frattempo si sono consumati i Roxy o qualsiasi altro genere di musica si ami ascoltare durante la fase acuta.

Suppongo che alla bisogna anche Claudio Villa potrebbe andare bene

(*) Legend credo sia il film più urendo girato da Ridley Scott. La canzone però è carina ed ottima per i momenti da “masochismo femminile esasperato”.

Prima che fossero i Tokio Cosi

Per alcuni avrebbe potuto essere lui:

Si prega i fan di Sylvian di non accusarmi di blasfemia 🙂 ma all’epoca esteticamente non suscitava solo pensieri eterei. Soprattutto all’epoca di “Gentlemen take Polaroids”

Per altri/e era Robert Smith:

[Youtube=http://www.youtube.com/watch?v=HPs5kOy1edM]

E qui sono io che mi do della blasfema visto che questa e’ “Hanging Garden”

Poi c’era chi amava lui, nonostante l’aria allucinata e la magrezza scheletrica:

E qualcuna era una cellmate

Poi vennero loro

e si fini’ in bellezza con lui che, a dirla tutta, fa un certo effetto ancora adesso quando guarda in camera e canta “I need you tonite”

C’era pero’ una grossa differenza rispetto ai Tokio Cosi: sapevano suonare.

Come lui. Che non e’ giovane, è in carrozzella ma è la storia. Signori, Robert Wyatt