Pubblicitari che non hanno gatti

C’è in giro una pubblicità che riesce a provocarmi attacchi di odio viscerale.

Non ho ancora capito se me li tira fuori perchè le due protagoniste paion prive di qualsiasi tipo di intelletto o perchè trovo sufficientemente al di là della scienza e tecnica il fatto che si debba ululare terrorizzate perchè un gatto si è infilato nella vasca da bagno.

Ripetiamo con calma: un gatto si è infilato nella vasca da bagno.

Non stiamo parlando di una pantegana, stiamo parlando di un gatto.

E i gatti sono animali abbastanza puliti.

In secondo luogo i gatti si infilano un po’ dappertutto, son lotte feroci e hanno qualche problema con la parola “no”.

Avendo un felino in casa, suppongo che dovrei girare con lo spruzzino alla cintura tipo pistolero cacciando urla terrorizzate.

AAAAAH, il gatto si è infilato nel lavandino. AAAAH, il gatto è entrato nella doccia.

Considerato che lui sta anche da solo, ipotizzo che dopo una settimana sarei da ricovero.

Ora la domanda che mi pongo di fronte a certe pubblicità è: va bene che esistano pubblicitari che son rimasti traumatizzati da madri afflitte da sindrome di pulizia ossessiva, ma il committente ?

Anche lui felinofobo ?

Oppure mi stan passando il messaggio che il prodotto è ideale se sei un pelino priva di ben dell’intelletto ?

Son domande oziose che sorgono e a cui non c’è risposta.

Domande che mi pongo perchè la suddetta pubblicità mi irrita il piloro e avevo voglia di sfogare l’astio.

Domande che ti fan dire “aridatece carosello”

Giusto compenso

Se per caso qualcuno della SIAE passasse di qui, sarebbe in grado di spiegarmi perchè debbo pagare una somma a loro per fare il backup della mia posta lavorativa ?

Perchè questo è uno dei paradossali effetti del giusto compenso:

Senza sapere nè leggere nè scrivere, il supporto necessario ad effettuare il backup dei miei dati lavorativi costa 1,5 euro.

Senza che ci siano di mezzo diritti od altro.

Un puro regalo alla SIAE a spese dell’economia reale.

A country for old people o de l'Italia

Una legge il post di Ottagono Irregolare sulla Germania e pensa “Si, è vero, la Germania è proprio” e blah blah blah.

Poi, via FriendFeed, le arriva la segnalazione di questo articolo e delle ultime gesta della Lega:

La Lega Nord trentina non si sente comunque tranquilla ed ha chiesto il licenziamento dell’attuale impresa di pulizie che spazza e aspira gli uffici del gruppo in consiglio provinciale: «Quei lavoratori sono islamici. Sulle nostre scrivanie ci sono dati sensibili e loro possono mettere mano ovunque» ha scritto il capogruppo del Carroccio Savoi al presidente Kessler.

A quel punto ti viene in mente una cosa: che l’Italia sarà anche un paese quasi perfetto o perlomeno un paese con molte cose positive ma è anche un paese che sta diventando decisamente sclerotico, in preda ad una classe politica che agisce e ragione di panza, votata da gente sempre più vecchia mentalmente, qualsiasi sia la loro età anagrafica.

Possiamo fare i figaccioni finchè vogliamo tra novità tecnologiche, milanese moderno che mischia consulentese con lo storpinglese, ma rimane il fatto che siamo un paese di gente mentalmente vecchia a 30 anni.

Vecchia perchè incapace di raffrontarsi ed affrontare il nuovo, vecchia perchè ha paura di qualsiasi rischio che non sia sfarsi di coca, vecchia perchè in preda a paure ed isterismi che si supponeva fossero tipici di età più senili.

E i suoi rappresentanti politici riflettono e giocano perfettamente questa situazione: tirando fuori quanto sta nella panza della gente ed evitando accuratamente che usino la loro testa. Un gioco partito dalla questione “Terroni” e finito oggi con gli immigrati islamici, rumeni o della Rutenia che siano.

Un gioco a cui le vittime di ieri amano tantissimo giocare, quasi fosse sintomo d’integrazione e perfetta accettazione.

Mi ricordo benissimo la Torino degli anni ’70 dove l’immigrazione meridionale veniva amabilmente classifica in napuli, mandarin e meridiunal e, tanto per tenersi allenati, giravano leggende metropolitane sugli immigrati che piantavano i pomodori nella vasca da bagno.

Oggi i figli dei supposti piantatori di pomodori da vasca sono in prima linea contro le generazioni d’immigrazione successive, quasi a dire “siamo arrivati”.

Ora, stante che il razzismo è proprio delle fasce più deboli e spaventate lascio a voi tirare le conclusioni.

Il problema è non lasciarsi tirare nel gioco, starne fuori sapendo che, nel momento in cui esce fuori il razzismo, hai davanti qualcuno che cerca lo sfigato più sfigato di lui.

Se, come è successo, sfigatellix va in giro a dire che i musulmani puzzano hai due alternative: gli ricordi che i pomodori nella vasca sono ricordo recente o ti limiti a guardarlo come se fosse ,per l’appunto, sfigatellix. (*)

Un paese di vecchi, socialmente deboli e sfigati.

La Lega rappresenta questo.

A questo punto, a me, sorge la domanda come faccia l’Italia a pensare di affrontare sfide mondiali con un’armata di gente mentalmente tarata sugli 80 anni.

Forse la sfiga è proprio questa: entrare nella modernità con gli ospizi pieni invece che con gli asili pieni.

A country for old, sfigated people.

(*) Oppure a ricordargli che l’ultima persona da cui hai sentito cazzate simili era tossica marcia

De la pubblicità delirante

In questo giorno che ha sdoganato l’esposizione al sole di organi maschili semieretti e della tetta politica, voglio parlare di pubblicità perchè di nudità politico-velinesche credo ne abbiano tutti piene le anime.

Guardare la pubblicità in televisione è sovente spettacolo interessante, istruttivo e che ti fa porre domande altamente filosofiche tipo “Che cosa si è fumato il copy?”

Ora ebbi a porre una domanda simile in Zonker’s Zone al di copy presenti. La risposta fu “Che siano deliranti lo sappiamo ma è quello che vuole il cliente” e ciò mi portò a pormi ulteriore domande su chi fossero i citrulli del marketing che volevano certe cose.

Non voglio parlare di Ferrero i cui spot debbono essere riciclati da pubblicità tedesche degli anni 70. Non voglio neppure affrontare Saratoga con seguito di signorine discinte e vagamente surreali, in costume semiadamitico anche quando debbono dare il concime alle piante. E neanche delle discinte signorine della “pubblicità di 3.

Voglio invece partire dalla Giulia di Pisa ossia da quella povera bambina che, invece di pensare a cose naturali per la sua età quali “voglio la Barbie”, si fa dei giri mentali su cose tipo “Amo la pizza ma non il sushi” oppure “Piuttosto che andare in resort, voglio andare dalla nonna”. Manca solo dica “Piuttosto che andare allo hamman di Saturnia, preferisco andare in spiaggia”. Opperò, avessi una figlia di circa 9-10 anni che mi fa quel genere di discorsi inizierei a dire cose tipo “Spirito di 40enne, ecologista, politically-correct e radical-chic che ti sei impossessato di mia figlia, esci da quel corpo”. Non perchè una bambina ami la pizza o andare dalla nonna ma per l’insopportabile, delirante spocchia da radical-chic quarantenne. Se è così a 10 anni, a 40 ti aspetti che ti esca, minimo, Giuliano Ferrara. E stante cosa penso io di Ferrara, la soluzione migliore sarebbe un sano periodo a zappare nei campi.

Siamo ancora in campo di freak ma non al delirio parossistico e paranoico di altre pubblicità.

Prendiamo la pazza furente della pubblicità di Swiffer.

Se vale ancora quel principio per cui si ritiene che il prodotto ti possa dare un’immagine di figaggine ecc, per quale ragione al mondo dovrei identificarmi in una pazza furente che fa la predica al piumino della polvere ? Nel mondo reale, se mi metto a parlare d prestazioni con il piumino della polvere, minimo mi ritrovo che qualcuno ha chiamato il 118 per un TSO e, a seguire, due signori vestiti di bianco che mi offronto una camicia dalle maniche molto lunghe.

Vi è poi la marea di tipe che fan cose strane tipo passare un sacco di tempo a lamentarsi della stitichezza o della colite, tenendo discorsi con le amiche piuttosto surreali.

Codeste signore, al posto di avere un dialogo standard tipo “Mi sono mollata con Tizio e adesso intrallazzo con Caio”, dicono cose tipo “Ho senso di gonfiore e manco di regolarità”.

Interessante, molto interessante. Adesso sappiamo che la Marcuzzi è piena d’amiche che sono stitiche.

Un piccolo passo per l’umanità ma un grande passo per Novella2000.

Abbiamo poi la fanatica delle ascelle. E qui siamo al delirio perchè dopo essersi fatta le piste su tutte le parti del corpo, la tizia arriva alle ascelle. “Ascelle da amare”, alla faccia del feticismo medio, qui siamo all’ascella.

E, detto onestamente, dubito di avere mai sentito parlare di complimenti tipo “le tue ascelle depilate sono veramente sexy”. Da ultimo gli shampoo.

Escludiamo lo spot di qualche anno fa dove una paranoica pura si aggirava per un ufficio convinta che tutti la odiassero perchè non aveva i capelli sufficientemente lucidi, ma le restanti paiono passare il loro tempo a scuotere chiome lucide vantando shampoo incredibili. Poi vai dal parrucchiere che smadonna per ore perchè lo “shampoo incredibile” è troppo pesante/seccante/incasinante.

E, da un ultimo, un pensiero a Muccino ed alla sua Tim Tribù. Non voglio sapere che concerti e che genere di musica ascolti e quale adolescenza dissociata abbia avuto. Ma davvero pensa che un gruppo rock facendo una cover di “Con te partirò” non verrebbe preso a botte di cavolfiori ?

Oh Fortuna

Uno dei pezzi classici ad avere maggior fortuna nelle pubblicità è “Oh Fortuna”.

Suona abbastanza ritmata ed è abbastanza famosa perchè possa andare bene per tutto. Dai pannolini ai camion.

Cosa risulta invece chiaro è che a nessun pubblicitario è mai saltata per la testa la balzana idea di andare a leggerne il testo.

Perchè mi piacerebbe sapere perchè dovrei comprare un qualsiasi prodotto, pannolini o camion che sia, propagandato da una roba dove si dice

“Sors immanis
et inanis,
rota tu volubilis,
status malus,
vana salus
semper dissolubilis,
obumbrata
et velata”

Praticamente mi dicono sfiga enorme, sorte volubile, vana prosperità che va sempre a donnine di facili costumi, sorte ottenebrata e velata.

Ed il resto non è più allegro

Ora la prima cosa che mi viene in mente, legata a quel brano, è l’assalto dei cavalieri di Uther Pendragon al castello di Tintagel. Excalibur.

La trama di Excalibur include: un tale che si tromba la moglie di un altro la notte in cui viene ucciso, una sorella che si tromba il fratello partorendo poi un figlio, tale progenie ammazza il padre e ne viene ammazzato. A contorno un po’ di morti a capocchia, tradimenti e piacevolezze varie.

Ossia quanto splendidamente sintetizzato in questo video:

ALLEGRIA!

Amo tantissimo Excalibur, è tra i miei film preferiti. Ma dovessi viaggiare su qualcosa con O Fortuna in sottofondo, farei un po’ di gesti itifallici.

Cosi’ a scanso di fortune mutevoli e sfighe abissali.

Patate

Per una qualche ragione intrinseca, estrinseca o non so bene, la pubblicità delle patate con la tizia dalla voce stridula ed i tizi dall’aria idiotia, mi fa venire in mente questa scena di “Life of Brian”.

Credo sia legato al fatto che piglierei volentieri la tizia a patatate, possibilmente grosse e sufficientemente pesanti.

Credo che il tutto faccia parte di quelle campagne per il non acquisto di un prodotto. Quelle cose che vengono spacciate per ironia, autoironia ma che pongono a me il supremo dubbio “Perchè dovrei comprare una cosa che viene abbinata a qualcuno col QI di un bovino vapido ?”

Banche italiane e clienti stranieri

Dopo aver visto l’ultimo spot di Unicredit, mi sono convinta che debbono avere solo clienti stranieri ed impiegati di nazionalità imprecisata.

Prendiamo questo esempio:

E’ chiaramente ambientato fuori dall’Italia, Praga, ma anche i protagonisti non hanno caratteristiche nazionali in quanto

  1. La tizia vede Raul Bova e non inizia a guardarlo ululando, chiedendo autografi od altro
  2. La tizia, con davanti Raul Bova, si mette a parlare di conti correnti. Ihmo solo una che ha il cervello ed il passaporto da banchiere svizzero può fare una cosa simile

Nell’ultimo abbiamo Castellito alla guida di una splendida auto. Arriva uno e si mette a parlare d’investimenti senza neppure degnare la macchina di uno sguardo. Capisco non guardare l’attore ma non guardare la macchina è anti-italiano. In secondo luogo un qualsiasi impiegato si metta a parlare id lavoro con quel tono e quei termini non mi darebbe affidabilità. Troppo finto, sta covando qualcosa.

Ora, vorrei capire, perchè non usare italiani normali che vedono l’attore famoso, caciaroneggiano e, se qualcuno inizia a parlare di banche, si dedicano ai comuni motti lametevoli ?