Quelle scadenze maleducate

Il  nostro vivere è caratterizzato da un continuo apprendere che cessa solo con la morte.

Ogni tanto apprendiamo anche cose a cui non avevamo mai pensato.

Pare che indicare una scadenza, o deadline che dir si voglia, è poco polite. Ora se ho bisogno di feeback o qualcosa di simile per una determinata data, non ho molto spazio di manovra.

Posso dire “Mandami per favore [Cosa-richiesta] entro il giorno X, ore Y” oppure variare e scrivere “La data ultima di invio è prevista per giornoX, ora Y. Preghimao inviare CosaRichiesta entro quei termini”

Visto che è difficile avere le cose in tempo se lo scrivi chiaro, a lettere cubitali difficilmente scriverò cose tipo “Ti preghiamo caldamente, se ti è possibile,  di inviare entro GG X, ora Y.” perchè buon senso ed esperienza insegnano che non vuol dire niente tranne avere dato una vaga indicazione temporale con sottotitolo, maiuscolo e grassetto, “MA SE NON LO FAI, NON IMPORTA“.

Pare che alcuni considerino questo l’unico modo di essere polite ed io sono un po’ stupita, lo ammetto.

Perchè, a questo punto, quando lo stato m’invia lettere per le tasse dicendo “Paga entro il XXXXX sennò t’aggiungo la mora”, vuol dire che non solo è poco polite anzi, decisamente maleducato.

Stessa cosa per qualsiasi bolletta. Se non pago in tempo la bolletta del cell, mi sospendono il servizio.

Son cose terribili, quanto sono poco polite questi fornitori di servizi.

E la cosa più interessante, fornitori e tasse a parte, è che è l’inglese business ad essere poco polite perchè la frase standard è “Deadline for something  is XX, HH” che ha il grande vantaggio di essere chiara e sintetica.

E’ chiaro che scrivere “You fucking dickhead, if  you don’t send anything by XX (hh:mm), go and anally satisfy yourself” non rientra nei discorsi anche se, a volte, verrebbe voglia di scriverlo

A questo punto ho il dubbio che poco polite  sia l’essere chiari e sintetici e, soprattutto, dia fastidio alla cialtroneria italica perchè non ti da vie di scampo.