Nel pieno del delirio (o delle differenze tra treni ed eserciti)

Io non ho parole a leggere una frase come quella citatata sotto e presa da Quotidiano Piemontese:

Invito tutti voi a scrivere a questa sezione milanese – ha detto il leader No Tav – per dire che si vergognino e rinuncino pure a festeggiare il 25 aprile se hanno al loro interno teste fasciste come queste. Perchè questi sono comportamenti fascisti

Ora l’attacco è diretto a Carlo Smuraglia e sarebbe il caso di ricordare che questo signore 89enne può essere che di sicuro ha rischiato la pelle perchè tutti potessero esprimere la propria opinione.

Anche quando più che opinione vien da classificarla come monumentale vaccata.

Che alcuni pensino che battersi contro la costruzione di una ferrovia equivalga a battersi contro le SS fa un pochino pensare e riflettere.

Nel senso che o questi hanno l’ego un pelino gonfiato e perso totalmente il senso della realtà oppure che è il caso di mettersi lì, con calma, e spiegargli la differenza tra le Vallette e Dachau.

Prima che escano con ulteriori deliri che non si sa bene se faccian piangere (molto) o ridere (poco)

Paperino perde il bancomat

Oggi verso le 13, stante la presenza di circa 4 euro nelle mie tasche, sono partita in direzione banca con intenzione “prelievo”.
Arrivata davanti ho aperto portatessere e, ZUT, mancava il bancomat.
Ho iniziato a cercare stile pazza per tutta la borsa, ho preseguito cercando in ogni dove ma, nulla, il signorino era scomparso.
A quel punto, quasi piangente, ho dato avvio alla procedura che è sempre un pochino delirante.
Telefona per bloccare e segnati il codice di blocco.
Vai alla polizia, attendi il tuo turno anche se non c’era nessuno e tutti stavano allegramente ciacolando. Quando arriva il tuo turno salta fuori che c’è bisogno del sig. nr bancomat e puoi richiederlo a chi te l’ha bloccato, il nr è sulla parete.

Chiami il numero ma, situazione molto italica, il numero segnato lì non è quello che hai chiamato prima e, peggio, non hanno neppure la più pallida idea di cosa sia il tuo bancopaz.
Richiama la banca e fatti dare il numero di blocco.
Chiama il nr di blocco, spera di centrare l’opzione giusta, ridetta tutti i dati all’operatore e – AAARGH – ti accorgi di non avere carta su cui scrivere.
A quel punto ti sovviene che il PPPhone ha le note e, pregando che regga tutto e non caschi la linea come al solito, tasteggi il codice sulle note.
Tutto ok ? no perchè la fine chiamata vuole che tu segnali qual’è stato il tuo gradimento della chiamata e il ppphone non ne vuole sapere di tirarti fuori la tastiera.

Finalmente chiudi tutto e inizi tutta la trafila di dammi-un-doc-anagrafica-codice-fiscale-ecc.
Dopo mezz’ora di blah blah hai chiuso la pratica e puoi uscire.

Mentre stai per intraprendere la strada di casa incroci un tipo che, proprio mentre passi, emette un profondo rutto fantozziano in due tempi. Tu lo guardi con aria perplessa, stile “epperò che tennica”, e lui ti dice “mi scusi”.
A me sarebbe venuto da dirgli “Le viene spesso o è effetto della supergasata che ha appena bevuto?” ma capisco che ciò fa parte della giornata delirante.

Domani secondo atto: consegna denuncia e e ritiro carta temporanea. Chissà se incontrerò qualcuno che solfeggia Rossini a peti.

Manco fosse l'AIDS

Quando leggo notizie come questa: “Dal prossimo ottobre, baciarsi sarà vietato in un liceo di Roma. Il preside dello Scientifico Newton è convinto che il divieto finirà per ridurre la diffusione del virus della nuova influenza”, mi chiedo se siamo in piena psicosi oppure stiamo scambiando un’influenza per una forma strampalata di AIDS.

Peggio ancora, mi vengono in mente visioni da peste nera post-atomica leggendo questo:Il rito funebre è stato celebrato alle 10, in una chiesa deserta, presenti solo la madre Antonietta, 77 anni, la sorella della donna e sua nipote, oltre a uno o due fedeli.

Per non parlare dell’International Herald Tribune con l’articolo sui modi alternativi di salutarsi senza bacessi e strette di mano, corredato di eleganti figurine.

E’ come se tutti i possibili deliri uscissero fuori spinti dalla paura dell’influenza. Un’influenza che da una parte si continua a descrivere come la Peste Nera dei nostri giorni, badando più al sensazionalismo che all’informazione sui rischi autentici.

Tutto quell’ambaradan di divieti relativi ai contatti fisici dovrebbe essere in piedi ogni volta che c’è qualcuno con una normale influenza o un raffreddore perchè quello è il modo in cui si trasmettono.

Perchè la suina debba fare più paura di un’asiatica o una filippina, non lo so. So che è difficile rimanere fuori dal circolo di notizie, dai titoli sensaionalistico-terrificanti, Repubblica docet, e dal non riuscire a capire bene.

Rimane l’immagine di quel poveraccio sepolto in solitudine ed una domanda che mi frulla nella testa: se c’è tutto sto ambaradan di veti legati al contatto fisico, perchè capista i portantini di una cassa da morto si son messi l’imbardatura da inverno nucleare e peste atomica ?

Avevano paura di prendersi il virus dal legno ?

De la pubblicità delirante

In questo giorno che ha sdoganato l’esposizione al sole di organi maschili semieretti e della tetta politica, voglio parlare di pubblicità perchè di nudità politico-velinesche credo ne abbiano tutti piene le anime.

Guardare la pubblicità in televisione è sovente spettacolo interessante, istruttivo e che ti fa porre domande altamente filosofiche tipo “Che cosa si è fumato il copy?”

Ora ebbi a porre una domanda simile in Zonker’s Zone al di copy presenti. La risposta fu “Che siano deliranti lo sappiamo ma è quello che vuole il cliente” e ciò mi portò a pormi ulteriore domande su chi fossero i citrulli del marketing che volevano certe cose.

Non voglio parlare di Ferrero i cui spot debbono essere riciclati da pubblicità tedesche degli anni 70. Non voglio neppure affrontare Saratoga con seguito di signorine discinte e vagamente surreali, in costume semiadamitico anche quando debbono dare il concime alle piante. E neanche delle discinte signorine della “pubblicità di 3.

Voglio invece partire dalla Giulia di Pisa ossia da quella povera bambina che, invece di pensare a cose naturali per la sua età quali “voglio la Barbie”, si fa dei giri mentali su cose tipo “Amo la pizza ma non il sushi” oppure “Piuttosto che andare in resort, voglio andare dalla nonna”. Manca solo dica “Piuttosto che andare allo hamman di Saturnia, preferisco andare in spiaggia”. Opperò, avessi una figlia di circa 9-10 anni che mi fa quel genere di discorsi inizierei a dire cose tipo “Spirito di 40enne, ecologista, politically-correct e radical-chic che ti sei impossessato di mia figlia, esci da quel corpo”. Non perchè una bambina ami la pizza o andare dalla nonna ma per l’insopportabile, delirante spocchia da radical-chic quarantenne. Se è così a 10 anni, a 40 ti aspetti che ti esca, minimo, Giuliano Ferrara. E stante cosa penso io di Ferrara, la soluzione migliore sarebbe un sano periodo a zappare nei campi.

Siamo ancora in campo di freak ma non al delirio parossistico e paranoico di altre pubblicità.

Prendiamo la pazza furente della pubblicità di Swiffer.

Se vale ancora quel principio per cui si ritiene che il prodotto ti possa dare un’immagine di figaggine ecc, per quale ragione al mondo dovrei identificarmi in una pazza furente che fa la predica al piumino della polvere ? Nel mondo reale, se mi metto a parlare d prestazioni con il piumino della polvere, minimo mi ritrovo che qualcuno ha chiamato il 118 per un TSO e, a seguire, due signori vestiti di bianco che mi offronto una camicia dalle maniche molto lunghe.

Vi è poi la marea di tipe che fan cose strane tipo passare un sacco di tempo a lamentarsi della stitichezza o della colite, tenendo discorsi con le amiche piuttosto surreali.

Codeste signore, al posto di avere un dialogo standard tipo “Mi sono mollata con Tizio e adesso intrallazzo con Caio”, dicono cose tipo “Ho senso di gonfiore e manco di regolarità”.

Interessante, molto interessante. Adesso sappiamo che la Marcuzzi è piena d’amiche che sono stitiche.

Un piccolo passo per l’umanità ma un grande passo per Novella2000.

Abbiamo poi la fanatica delle ascelle. E qui siamo al delirio perchè dopo essersi fatta le piste su tutte le parti del corpo, la tizia arriva alle ascelle. “Ascelle da amare”, alla faccia del feticismo medio, qui siamo all’ascella.

E, detto onestamente, dubito di avere mai sentito parlare di complimenti tipo “le tue ascelle depilate sono veramente sexy”. Da ultimo gli shampoo.

Escludiamo lo spot di qualche anno fa dove una paranoica pura si aggirava per un ufficio convinta che tutti la odiassero perchè non aveva i capelli sufficientemente lucidi, ma le restanti paiono passare il loro tempo a scuotere chiome lucide vantando shampoo incredibili. Poi vai dal parrucchiere che smadonna per ore perchè lo “shampoo incredibile” è troppo pesante/seccante/incasinante.

E, da un ultimo, un pensiero a Muccino ed alla sua Tim Tribù. Non voglio sapere che concerti e che genere di musica ascolti e quale adolescenza dissociata abbia avuto. Ma davvero pensa che un gruppo rock facendo una cover di “Con te partirò” non verrebbe preso a botte di cavolfiori ?