Brillante futuro dell’Italia secondo le promesse elettorali

Le elezioni sono tra 16 giorni. Per sfortuna nostra perchè mai come questa volta ho udito tante promesse.

Considerato che nessuna sarà mantenuta nel paese e guardando invece al paese ipotetico ci troveremmo:

1 – Un paese pieno di produttori di arcobaleni ove trovare la pentola d’oro perchè altrimenti non mi spiego dove possano trovare i soldi per restituire IMU, abbassare le tasse e farci diventare tutti ricchi
2 – Un paese pieno di contatori di fagioli e pulitori manuali di chicchi di riso. O questo o non ho chiaro da dove escano 4 milioni di posti di lavoro
3 – Governo gestito via web da persone assolutamente ignare di cosa sia la politica ma in grado di gestire un paese
4 – In alternativa al punto (3) Governo gestito via web da persone assolutamente esperte, con professionalità altissima, onesta a prova di bomba con spirito da martirio perchè sarebbero desierose di mollare professioni sicuramente remunerative per andare a gestire la cosa pubblica prendendo lo stipendio di un operaio
5 – Paese un po’ fuori un po’ dentro all’Europa. Non si capisce bene: un giorno ci siamo, il giorno dopo potremmo uscirne
6 – Paese ove non c’è più l’euro ma la lira ed i prezzi son tornati ad essere quelli del 2001. Come non si sa ma pare che qualcuno pensi sia possibile. L’alternativa è infarti a catena quando alcuni si rendessero conto di dover pagare 1 kg di aranci 10.000 lire al kg (*)

Fortuna che mancano solo 16 giorni: andando avanti così ci trovavamo federati all’impero galattico e c’eran teletrasporto e TARDIS per tutti.

(*) Qualcuno spieghi che petrolio ed altri accidenti si continuerebbe a pagarli in dollari

Politica da donne

Una si chiama Angela, ed è la cancelliera o Kanzlerin. Le altre due si chiamano Hannelore (Kraft) e Sylvia (Löhrmann).

Guardando i manifesti ce ne erano almeno altre due in corsa per la regione.

Il titolo del giornale, peraltro la versione locale peggiorata di Bild, dice “La coppia di donne che ha abbattutto i nero-gialli (*)”

Un’elezione piena di donne, dove le donne partecipavano e dove le donne hanno vinto.
E non si parla di donne fighette, tiratine e modaiole. Parliamo di signore 50enni, curate per la carità, ma che di sicuro nulla hanno a che fare con l’immagine patinata o la velina da corsa che tanta parte della politica italiana occupano.

La Sylvia, che sembra la Bindi in biondo, è la vera vincitrice avendo tirato su del 6% i Verdi. E non penso che a nessun politico, a meno di essere desideroso di una sediata in testa, verrebbe in mente di dire “che è più bella che intelligente”.

Questa, ad oggi, mi sembra essere una differenza lampante tra l’Italia delle politiche glamour e la Germania delle politiche che di glamour han poco però vincono.

E non parliamo di un paese tenero con le donne.

Eppure la copertina oggi è proprio dedicata ad un duo di donne. Quelle che hanno vinto.

(*)CDU+FDP

Visti da lontano: ritardi e decreti

Ho provato a vedere cosa dicano de “Il pasticciaccio brutto dei ritardi delle liste”.

Tendenzialmente ne parlicchia FAZ nell’edizione a pagamento e ne accennano altri.

PEr il resto nada de nada.

Il grande scandalo, la grande discussione per l’estero non esistono.

Anche perchè è una di quelle notizie che all’estero fai fatica a spiegare. Non perchè “blah blah golpe costituzione antani” ma perchè siamo di fronte a una squallidissima storiella di ritardi/incompetenza/stupidità/burocrazie risolte con un decretillo.

Fine del discorso.

Eventaulmente una solenne, brutale, tremenda figura di merda ma pco di più

Dall'aria fritta all'emozione

Via Zambardino

Non ho mai fatto mistero di considerare tutto il blah-blah attorno a social networking, microblogging e compagnia cantante come “aria fritta”.

Tanti blah blah stile

“Nel primo mistero gaudioso di Twitter si contempla l’utilizzo da parte del marketing delle corporation” oppure

“Nel secondo mistero gaudioso di Twitter si contempla che tutti prima o poi finiranno a raccontarci i fattacci loro”

E il coro di “RT, RT, RT, Social Networking, Web 2.0, Facebook, FriendFeed, AAAAAAAAAAAAAAAAAMMMMEEEEEEEEEEEEEEEEEEN”

Quando però leggi questo e, nello specifico, questo twit:

ALL internet & mobile networks are cut. We ask everyone in Tehran to go onto their rooftops and shout ALAHO AKBAR in protest #IranElection

ti emozioni.

Perchè quel twit vale più di migliaia di cazzate scritte sul tema, di interminabili dibattiti.

Quel twit è la realtà di un paese in cambiamento.

Parla di violenza, repressione e dell’insopprimibile voglia di comunicare e cambiare le cose.

Parla di vita e non di aria fritta

Ed è quello che fa la differenza.

Donne alle elezioni

Non lontano da noi, in Spagna, c’e’ un governo formato da 9 donne ed 8 uomini. Il capo si chiama Zapatero. Un po’ piu’ lontano Hilary Clinton è in gara per la nomination a candidato a Presidente USA mentre il suo concorrente, Barakuccio, ha una moglie che guadagna piu’ di lui : “According to the couple’s 2006 income tax return, Michelle’s salary was $273,618 from the University of Chicago Hospitals, while he had a salary of $157,082 from the United States Senate”.
Passando da sinistra alla destra seria, Angela Merkel è cancelliere come nel governo Sarkozy ci sono svariate signore.

Tutto cio’ è bellissimo, confortante peccato si parli di paesi stranieri. Poi ci si gira ed abbiamo la situazione italica. Le donne che piu’ hanno avuto visibilità durante questa campagna sembrano dividersi nelle seguenti categorie:

Heidy alle elezioni. Nel PD vi sono donne con cervello e grinta, due a caso Bresso e Finocchiaro. Ci si aspetterebbe che capolista nella capitale ci sia un elemento di tale fatta, va benissimo più giovane ma che rispetti la questione di avere cervello e grinta. A Roma, come capolista, c’e’ Heidy, al secolo Marianna Madia.
La Madia pare essere il perfetto incrocio tra una CLina, Doris Day e una perfetta oca.
Leggiamo la descrizione che ne fa il Corriere: “l capo di Veltroni ai tempi della Fgci romana, e l’ultima scoperta, che con la vocina sottile, le fossette e i boccoli biondi dimostra meno ancora dei suoi 27 anni”.
Una “giovane innocente” fidanzata del figlio di Napolitano ed ex capo della FGCI romana che quando apre la bocca riesce a tirar fuori delle invereconde cazzate come quelle dichiarate al Foglio in stile “Occorre facilitare la conciliazione tra lavoro e famiglia: una donna deve poter lavorare non perché deve fare carriera, ma soprattutto per potere mantenere il figlio e far crescere la famiglia.

A’ Maria’ che tu, considerate le entrature, il problema della carriera non ce l’avrai mai è un conto, che tu voglia dettare legge sulle altre altro paio di maniche. Una calda preghiera: TACI perchè riesci a farmi pensare che la Santanchè sia di sinistra a confronto.

Madri Badesse. La Bindi mi piace, riesce a dire più cose di sinistra lei che Walter e tutto lo schieramento messi assieme. In piu’ ha cervello e grinta come le vere Madri Badesse.

Suore dell’asilo La Binetti mi fa venire in mente quelle suore dell’asilo cattivissime. Ogni volta che apre bocca mi vien voglia di emigrare. Disgraziatamente la apre molto più spesso di quanto sarebbe carino facesse.

Dominatrix d’assalto Daniela Santanchè non mi dispiace. Riesce a dire cose sensate e sembra l’opposto della Madia. Peccato per la militanza. E’ una dominatrix che ti da l’idea di far filare branchi di fasci con la frusta in mano. Divertentissima quando stecca il bisunto.

Sogno dell’italiano descritto da Flaiano : ossia “Puttana a letto, cuoca in cucina e signora in salotto”. Per l’elettore del bisunto le donne servono a quello. Un po’ zoccole, cucinano bene, hanno belle gambe e non si occupano di cose che non le competono, vedi gestione del potere. Dico “l’elettore” perche’ il bisunto sembra scegliersi donne con le palle, vedi figlia-moglie e varie donne che lo circondano. Il suo elettore medio invece rimpiange i bei tempi andati e vai coi carri.

Erode in gonnella : vedi alla voce “campagna elettorale di Ferrara”.

Mi consola pensare che la Finocchiaro sia candidata alla presidenza della Sicilia, a Torino l’unica donna capolista e’ la Santanchè e, per quanto mi stia simpatica, votare Storace e’ troppo, veramente troppo.

Dichiarazione di voto

Dopo aver a lungo meditato, ascoltato, cercato di capire cosa dicessero i programmi dei vari partiti, alla fine ho deciso.

Voto lui, mi pare quello che risponda meglio ai miei parametri.

Per quanto riguarda cosa dovrò scrivere sulla scheda elettorale, ho il dubbio che Uolter avrà il mio voto.

Doppiopesismo

Qualcuno mi sa spiegare perchè ieri, su Repubblica, ci fosse l’elegiaca descrizione della squillo di lusso con questo parole:

Nella prostituzione di lusso raramente esiste il movente della disperazione, per nessuno dei due giocatori. È questo che dà al gioco, quarto motivo della sua diffusione, piacevolezza. Come ha detto lo scrittore americano Jay McInerney, lei è spesso una che conosce cinque lingue e le tragedie di Shakespeare. Lui, altrettanto. Non che si mettano a recitarle, ma questo rende l’incontro quasi autentico, non un frettoloso scambio di liquidi

e al contempo ci siano le polemiche su un candidato perchè ha prodotto o diretto film porno?

A mettere assieme le cose sembra che la squillo di lusso, al posto di essere una prostituta di lusso sia diventata una sofisticata intellettuale trasgressiva, mentre fare porno, orrore, non vada per niente bene.

Schizofrenia a parte, si vorrebbe qui ricordare che la signorina di lusso potra’ anche sapere cinque lingue e conoscere Shakespeare ma se decide di cambiare mestiere e voler fare la segretaria, esempio a caso, non verrebbe di sicuro assunta dal suo ex cliente che in quel momento avrebbe ben chiaro che squillo di lusso=puttana di lusso.

Poi si potranno fare tutte le elegie che si vogliono ma sempre di quello si parla.

Sulla questione porno, signori non amo il PDL, ma non amo neppure l’ipocrisia. E’ un’industria piuttosto redditizia e non penso che i soldi arrivino da quattro gatti. Attaccarsi a quello sembra volersi attaccare alla mancanza di altri argomenti o, peggio, ricalcare le orme di “Signori e Signore” di Germi