Si è rotta internet

La spiegazione che nessun giornale o comunicato stampa vi darà mai,  sta in questo video:

With all due respect John I am head of IT and I have it on good authority if you type ‘Google’ into Google you can break the internet, so please no one try it, even for a joke.” ( Jen on ‘The IT Crowd’ )

Adesso si alzi in piedi chi ha cercato ‘Google”  con Google.

Pronto Google? Via Po per favore

Ripasso sul Google Mobile Blog quanto ho letto in giro circa 300 volte:

“The new Google Mobile App for iPhone makes it possible for you to do a Google web search using only your voice. Just hold the phone to your ear, wait for the beep, and say what you’re looking for. That’s it. Just talk. Once the App is on, you don’t have to push any buttons to search. Check out the video below to watch engineer Mike LeBeau explain how this works.

After you speak your query, Google Mobile App will return search results formatted for your iPhone.”

Ho avuto un attimo d’incertezza ed ho visualizzato quando segue:

Me ,Persa dalle parti di Madonna di Campagna, che fa numero di telefono di Google. TU-TU-TU. Cade la linea perchè il PadrePioPhone fa splendidamente tutto tranne telefonare.

Me riprova. TUUU-TUUU

TAC, suono di linea agganciata.

Me [col tono metallico che usa quando parla con i cosi automatici]: “Pronto Google, sono in via Cardinal Guglielmo Massaia 71 Torino, destinazione Corso Vittorio Emanuele II 23”

Risponditore [con spiccato accento californiano] “HOLD ON! We are working on your request”.

Le maiuscole non sono casuali. Dirà proprio HOLD ON col caps.

Me che fischietta sperando che non cada la linea.

Risponditore californiano: “Your data are being sent to your mobile”

Me si mette in attesa.

Cellulare fa elab-elab-elab. Possono succedere le seguenti cose:

  1. Il coso automatico non capito na mazza della destinazione o della via di partenza, tipo che vi siete dimenticati il Guglielmo, e vi fa partire da Trofarello al posto di Torino Nord.
  2. Vi siete dimenticati di dire Torino e  e vi spedisce le indicazioni per Roma
  3. La trasmissione funziona a cacchio e vi trovate la mappa a metà
  4. Cade la linea mentre state dando info. Vi arriveranno le mappe di San Francisco
  5. Altro che dipende da quanta urgenza avete di ottenere quei dati.

Nel frattempo avrete speso 5 euro e vi si sarà scaricata la batteria.

Nota: la via del titolo non c’entra nulla ma “Corso Vittorio Emanuele Secondo” non ci stava

Sciopero dei treni reprised

Cercando su Google le parole “sciopero treni”, troverete questo blog in quarta posizione.

Tutto ciò dopo ben tre entries che si riferiscono allo sciopero della prossima settimana. Prossima settimana ossia luglio 2008.

La data è ben chiara su Google, che mi stia lamentando di altro pure,e con certezza non mi sto lamentando di un evento futuro.

Qualcuno, con parole semplici, mi sa spiegare perchè qui sta arrivando un sacco di gente per leggersi un post su uno sciopero regionale di marzo 2008 ?

La privacy e la rete

Parafrasando il titolo a .mau., Google sa troppo?, si potrebbe dire che sulla rete si puo’ sapere troppo e spesso male.

La cosa mi e’ venuta in mente guardando Spock. Spock e’ un sito dove si mischiano social networking, folksonomy e aggregatore di notizie in rete. Di Pippo saprò come si definisce lui, come lo possono definire i suoi contatti e cosa esce googlandolo.

Fin qui’ puo’ piacere o meno, a me lascia un po’ perplessa quest’ansia da classificazione delle persone, ma a priori nulla di male.

Succede pero’ che, cercando se vi fosse una persona che conosco, siano usciti non solo i dati generali del profilo ma anche due link. Uno era quello dell’alma mater, l’altro non sapevo cosa fosse.

Essendo curiosa come una scimmia ho cliccato. Page not found. Per ulteriore scimmiesca curiosita’ sono risalita all’indietro: era un sito di “Enlarge your penis” e quella pagina si riferiva ad una success story. La sottoscritta ammette di aver rischiato di cadere dalla sedia dal ridere.

Ora messa cosi’ siamo all’incrocio tra la barzelletta, il boccaccesco ed il ridicolo. Tutto a carico della persona s’intende.

Messa seriamente siamo dalle parti del reato se quella persona non ha dato liberatoria e cmq di una violazione clamorosa dell’immagne di quella persona. Non ci vanno strane alchemie, non ci va molto, basta pochissimo e qualcuno potrebbe venire taggato come “Enlarged his penis”.

Sono perfettamente convinta che quella persona non ha rilasciato liberatoria come sono totalmente convinta che non sia cosi’ fesso da finire in una storia del genere ma, al tempo stesso, quella cosa e’ stata resa pubblica a me come lo sarebbe a chiunque altro.

Anche non ci fosse stato Spock, che ha solo facilitato, Google avrebbe conservato da qualche parte quell’informazione e quella persona non e’ in possesso di qualcosa di suo, magari ignora persino di essere finito citato.

La rete ha reso pubblica un’informazione che puo’ essere falsa o totalmente privata. In ogni caso un qualcosa che non si suppone vada reso pubblico.

Peggio ancora: nessuno sa come si possa rimuovere quella notizia dal calderone, riportarla dove dovrebbe essere e renderla di nuovo al regno del privato o della palla clamorosa.

Personalmente oggi farei fatica a dover guardare in faccia quella persona e non scoppiare a ridere ma, al tempo stesso, mi rendo conto che la situazione e’ piu’ complessa, molto piu’ complessa e che nessuno e’ in grado dire di non essere finito in una situazione simile, essere divenuto una case story su un sito.

Scherzi da Google

Dopo avere letto, tnx to Mantellini, questo post di David Airey dove racconta le sue peripezie dopo l’hackering del suo account Gmail ed il transfer del dominio, ho deciso di controllare i miei account di Gmail.

Saro’ onesta: mi vien difficile pensare ad una sola ragione per cui qualcuno debba hackerarmeli ma la curiosita’ e’ femmina e poi un un po’ hackering di quel genere fa sempre status symbol 😉

Per cui nella finestra di Firefox di dx avevo aperto Gmail, in quella di dx Google Reader. Entrambi con lo stesso account. Controllo il primo, tutto ok. Nel frattempo segno come lette un paio di cose sul Reader.
Cambio di login su Gmail, tengo sempre aperto il Reader. Controllo il secondo login e, mentre aspetto mi carichi la pagina giusta, getto un’occhio sul reader. C’e’ una scritta che dice che il post in lettura appartiene ad un blog che non ho sottocritto.
Mi stupisco, penso di avere fatto qualche pasticcio e risottoscrivo. Il reader si aggiorna e mi compare solo piu’ un blog nella lista.
PANICO! E un pensiero che corre veloce: “Non ho mai salvato nulla e non ricordo tutti gli indirizzi”. ARGH!

Poi mi sovviene che probabilmente mi ha loggata nel reader con il secondo account. Finisco di controllare nella seconda finestra, logout. Rilogin, ricontrolla reader.

Always look on the bright side e ricordati di backuppare …