Pensieri veloci 2 (di maschi di sinistra e di generalizzazioni sulle donne)

Premessa:
1 – conosco una delle ragazza al concorso]
2 – considero i concorsi di bellezza un’aberrazione e mi fanno abbastanza schifo

Diceva Patrizia Carrano in “Erna la Rossa”: “Falce e pisello, fuggiamo sol da quello”.

Detto ciò vorrei sintetizzare il mio pensiero sul maschio medio di sinistra che, dopo essersi ben ben interessato al concorso di bellezza, se ne esce con collegamente e sillogismi vari su miss=bunga-bunga

Detto in buon francese, il mio pensiero sulla cosa è il seguente: “Avete scialato la uallera e le gonadi continuando a tirare il ballo il bunga-bunga ogni volta che ci sia un minimo collegamento tra bella ragazza e spettacolo. Non siete diversi da chi attaccate, maschilisti allo stesso modo e sulle stesse cose”.

Solo che nascondete la cosa sotto l’alibi “Battaglia politica”.

Delle donne, del backlash e del rispetto

Premessa: non avevo ancora appreso la notizia riportata da Repubblica e, al leggere la cosa, ho avuto un po’ un sobbalzo.

Il problema è molto semplice, se è vero che un commesso della Presidenza del Coniglio scambia la Presidente di Confindustria per una velina, o siamo davanti ad uno che non ha mai letto un giornale in vita sua oppure siamo davanti ad un caso palese di ragionamento tipico del settore dell’avio-pensiero detto “pensare con parti addette alla riproduzione”.

Ora, prescindendo i gusti personali in fatto di bellezza, velina, a casa mia, indica ancora “femmina ventenne di bell’aspetto che sculetta su una scrivania” non indica “bella donna le cui caratteristiche salienti sono serietà, impegno”.

Che un complimento ben fatto faccia piacere a qualsiasi età è un conto, ma che l’unico livello di complimento che sembra essere possibile debba divenir quello sull’aspetto fisico mi lascia un po’ perplessa.

E tutto questo scenario in cui le donne vengono valutate come buchi e in proporzione al lavoro del massaggiatore e del chirurgo plastico, in uno scenario dove l’Italia si pone agli ultimi posti come rappresentanza politica e impiego femminili.

Il problema, però, ha una radice ben più profonda e non è unicamente italiano. Se in Italia il rappresentante istituzionale non si fa problemi a trattare la più alta carica di Confindustria in una maniera che, si suppone, dovrebbe essere galante ma è biecamente intrisa di paternalismo e maschilismo, è perchè dietro c’è un ampio strato di popolazione che considera le donne in quel modo.

Peggio ancora considerando che la violenza casalingua e gli omicidi per mano di ex, fidanzati o mariti, sono la prima causa di morte violenta tra le donne italiane.

Si chiama “backlash” ossia il contraccolpo di tutta una parte di popolazione maschile che, sentendosi minacciata da figure femminili non più strettamente legate la ruolo “materno”, tende a rimetterle nella posizione che meno li spaventa.

Ma non è unicamente un problema italiano, è un problema diffuso negli altri stati europei come negli USA.

Le lamentele dei tedeschi sulla durezza delle loro donne (le donne vogliono solo soldi) rispecchiano esattamente quelle dello sfigadero italico in attacco di misoginia. Il genere di personaggio è mediamente lo stesso.

La proliferazone dei bordelli e l’aumento della prostituzione sul piano europeo, prescindendo da qualsiasi livello morale di giudizio, parlano, per molti uomini, di riduzione del rapporto con l’altro sesso ad uno scambio economico dove in cambio dei soldi comperi il diritto al sesso e dove il potere contrattuale sta in mano dell’acquirente di modo che non viene acquisito solo il diritto alla penetrazione o a qualsivoglia prestazione si pensi, ma anche a recuperare una posizione di potere prescindendo da qualsiasi problema morale.
Una situazione in cui qualsiasi discorso sul “traffico umano” che sta spesso dietro al business dei bordelli non raggiunge nessuna corda, aggiungendo addirittura peso al discorso del potere sbilanciato.

Berlusconi, in queste uscite, rappresenta quel genere di popolazione: spaventata, in difficoltà e rancorosa.

Una popolazione che è transnazionale perchè il backlash è transanazionale.

Il paradosso è anche altro: noi italiani, pur lamentando una situazione simile, proporzionalmente abbiamo una maggiore rappresentanza femminile ad alto livello.

Ma Berlusconi non è il problema, è il sintomo di un qualcosa che esiste ed è diffuso. E’ il sintomo di quella situazione in cui si parla tanto di famiglia ma non si investe in asili e strutture per la famiglia, si mette in discussione la 194 ma non si parla di prevenzione e dove la legge che dava maggiori garanzie per evitare il licenziamento delle donne incinte è stata tolta.

Questo scenario, pur considerando le deviazioni italiane, è europeo. Perchè è vero che blah-blah gli inglesi non hanno tette serali in tv ma è vero che il divario di stipendi è il doppio del nostro e l’assenza per maternità sono 6 settimane, è vero che blah-blah la Germania ha un cancelliere donna ma Bild vende 4 milioni di copie e la tetta ce l’ha direttamente in copertina.

Uno scenario tristissimo che s’innesta su crisi sia economica sia culturale di questo continente.

Uno scenario dove il rispetto per l’altro “donna” viene a mancare perchè viene a vincere il backlash, l’innata convinzione, non basata su fatti, di una superiorità maschile. Uno scenario dove l’Italia eccelle ma non è la sola.

Siamo in un paese di maschilisti, è inutile che c’aspettiamo che venga votato “Mr Rispetto delle donne”. E’ stato votato chi rappresenta gli italiani, piaccia o meno.

E per vedere qualcosa di simile, basta fare una discussione in rete: il maschietto medio, in mancanza di argomenti, passerà a discutere la tetta se sta su o meno, alternativamente apostrofare l’interlocutrice come lesbica o bisognosa di penetrazione, farsi tutta una serie di visione sull’aspetto fisico. Dimostrando perfettamente di avere un problema di dimensioni da qualche parte e che si parli di quantità di argomenti, cervello od altro è in questo caso indifferente.