Portarsi avanti coi lavori (del Natale e dei contrari)

NOTA: ripiglio il post di un anno fa e mi porto avanti coi lavori sapendo che da una parte ci sarà il blah Natale-famiglia-ecc e dall’altra il blah “che-schifo-il-Natale”. Tiro una pietosa termotrapunta sulle polemiche relative agli auguri.

Trovo insopportabile la retorica e, spesso, trovo insopportabile anche l’antiretorica.

Trovo insopportabile la retorica del Natale e, al tempo stesso, trovo insopportabile l’antiretorica del Natale. Perchè entrambe nascono dal dare un valore assoluto a qualcosa, ad un periodo, a dei simboli.

Un dare valore privo dell’oggetto centrale di festa religiosa.

Trovo insopportabile la retorica del “Tu scendi dalle stelle” ma, al tempo stesso, trovo na palla assurda la questione Saturnalia/Sol Invictus.
Un nome è un nome e, se qualcuno tira fuori la storia del Sol Invictus, minimo minimo m’aspetterei che vada ad ammazzare il toro in qualche Mitreo (*)
Se poi vogliamo dare un nome alla cosa, si chiama sincretismo echissenefrega di cosa festeggiassero duemila anni fa a fine dicembre.
Oggi chiamiamo il 25 Dicembre Natale e questo basta.

E mi ha rotto la retorica del “Winter holidays” o come cazzo le si voglia definire. Perchè è vero che Hannukah, Yule e altre feste cadono nello stesso periodo invernale ma hanno significati profondi ben diversi.
Chiamiamo le cose col loro nome e ricordiamoci che un augurio è qualcosa di benevolo, non un insulto o una maledizione.

E odio la retorica di “Che schifo le feste”. Eccheduegonadi.
A me piacciono le luminarie, lo scegliere i regali, il panettone o i Lebukuchen e Stollen che siano, mi piace girare per i mercatini e le luci, le tantissime luci.
Mi piace guardare gli alberi con le luci ad intermittenza nella notte.
Mi piace aprire i regali e vedere la faccia degli altri mentre li aprono.
Mi piace l’idea di un giorno in cui tutto si fermi, rispetti la stagione del silenzio e del riposo.
Mi piace l’idea che sia arrivata la festa invernale, qualsiasi sia il significato che gli si vuole dare.

E mi piace l’idea che si possa tornare bambini, spalancare gli occhi di fronte a qualcosa di favoloso o sognante.

Lontano dalle retoriche del Natale e dell’Antinatale.

(*) Per pietà si tralascia il fatto che il “Solinvictaro” è di solito piuttosto antimilitarista. Mitra era una divinità molto popolare tra le classi militari e la cosa mi fa un po’ ridere

Fiera del Libro

Stavo leggendo i commenti a questo post di .mau. riguardo la notizia che Israele avrebbe sostituito l’Egitto come paese ospite e le sue fonti.

Ora, fonti e notizia a parte, faccio veramente fatica a tenere dietro alla polemica. Diciamo che la trovo molto all’italiana. Per anni scrittori arabi, egiziani, magrebini sono stati ospiti alla Fiera/Salone del Libro. Non se li e’ cagati di striscio quasi nessuno, per usare un francesismo. Leila Marouane o altri si vede che non sono abbastanza interessanti perche’ la cagnara politica si scateni.

D’altronde la Marouane parla di donne stuprate dal GIA durante le stragi algerine, vorrete che un fatterello interno da 200 mila morti sia del minimo interesse. Ste zoccole venivano stuprate o sgozzate perche’ senza velo, non parliamo di certo di popoli-oppressi, solo di donne stuprate e sgozzate. In secondo luogo tratta di Algeria, non fa engage’ parlarne.

Sempre a proposito di scrittori arabi/palestinesi/ecc, quando ci fu realmente un intellettuale palestinese, il popolo militante di sinistra decise di essere in sala e spalancargli il Manifesto in faccia perche’ discuteva con Cardini e loro erano li’ per Benni. Questi. oltre a dimostra in maniera lampante come in una minoranza ci sara’ sempre una maggioranza di imbecilli, non se lo filavano di pezza mentre parlava della situazione di Gerusalemme. Non di ricette di cucina, no della situazione di Gerusalemme.

A questa Fiera dovrebbero esserci Oz, Grossman e Yehousha. Scrittori, non politici. Si parla di libri, di cultura. Spero che qualcuno se ne ricordi ancora.

Troppo, troppo poco religioso

E’ in arrivo “La Bussola d’oro” e, leggendo su BBC, sono anche in arrivo maree di polemiche.

Non ho mai letto il libro per cui non ho la piu’ pallida idea se sia antireligioso o che accidenti sia. In piu’ tendo a considerare la fantasy, fantasy per l’appunto e mi suona sempre un po’ strano quando gli si attribuiscono messaggi tra i piu’ strampalati.

Si parli di “Il signore degli Anelli” o di “Harry Potter” e’ vero che abbiamo davanti un modello di societa’ ma e’ anche vero che siamo nel regno della fantasia e, nel caso di piu’ piani di lettura, appare ampiamente legittimo pensare che l’hobbit e’ un ometto dai piedi pelosi e grossi prima di vederlo come il sacro portatore, agnello sacrificale ecc.

Adesso tutto il bailamme pro/anti religione si sta scatenando con “La Bussola d’oro”. Stante cosa letto su BBC , mi e’ venuto da pensare che sara’ un grandissimo film da vedere.
La frase in questione sono queste:

Don’t forget, this is a writer who has previously gone on the record to say he is trying to undermine the basis of Christian belief.

Ironically, Mr Pullman has also come under fire from secularists – who say there’s isn’t enough anti-religious sentiment in the film.

Non si puo’ non vedere un film che riesce a farli incacchiare tutti, che dire ? 😉