Guzzanti, la ricchezza e il mischione religioso

Via Rejna ho scoperto una perla di Guzzanti su “povertà come maledizione divina” che fa invidia agli articoli di Repubblica.

Ma andiamo con ordine e proviamo ad esaminarne alcuni pezzi.

Il nostro inizia e scrive: “Tutto è nato probabilmente da un rozzo errore di traduzione, perché kàmelos in greco vuol di­re sia cammello sia filo, sicché la celebre frase del Vangelo suona­va in origine così: «Entra più spe­ditamente il filo nella cruna dell’ ago che un ricco in paradiso»

Ora la Bibbia CEI, MT 19-24, dice: “Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli”. ” e la Bibbia di King James, parliamo di versione secentesca, a sua volta recita “And againe I say vnto you, It is easier for a camel to goe thorow the eye of a needle, then for a rich man to enter into the kingdome of God.”

Non ho voglia di cercare la Vulgata di San Girolamo ma i casi son tre:

  1. Guzzanti tira una boutade perchè non sapeva come iniziare
  2. Guzzanti ignora che ogni traduzione biblica è basata confrontando versioni in ebraico, greco, latino e discutendo parola per parola
  3. Guzzanti è Don Brown sotto mentite spoglie e possiede i testi originali che eran nascosti all’interno dei Manoscritti del Mar Morto

Portiamoci avanti perchè, dopo questo inizio folgorante, ci troviamo questa asserzione: “Come dire: non tutte le ricchez­ze e no­n tutti i ricchi sono in rego­la con la morale e qualcuno sten­ta a passare.
No, no, no.  A meno che la tua versione prima fosse “un’errore di traduzione pur essa” perchè hai detto “un ricco” e il linguaggio evangelico-biblico sarà simbolico finchè si vuole ma quando parla di “ricco” parla proprio di uno con beni e quando parla di “ricchezza” scrive proprio ricchezza.

E invece, secondo lui: “Mentre la ridicola versione secondo cui un ricco ha meno probabilità di entrare in paradiso di quante ne abbia un cammello di passare attraverso la cruna d’ago, significa che nessun ricco e nessuna ricchezza sono moralmente accettabili. Mai e in nessun caso.

Visto che si parla di citazione evangeliche suppongo che anche quella sul non poter servire Dio e Mammona (Mt 6,24) o  “Se dunque non siete stati fedeli nella iniqua ricchezza, chi vi affiderà quella vera?” (Lc, 16-10) sian ridicole e derivino da qualche stordito monaco medioevale che non sapeva tradurre.
Ah, quei comici dei 4 evangelisti e quel rintronato di San Gerolamo.

Proseguiamo ed esce Calvino, Giovanni non Italo, che non poteva di sicuro mancare in un pezzo ove si parla di povertà come maledizione divina.
Ma di fronte a questo pezzo “E c’è voluta la rivoluzione religiosa di Calvino per riabilitare la ricchezza benedetta da Dio che ne fa il marchio di fabbrica: Iddio arricchisce i suoi prescelti.”
C’è un piccolo, piccolissimo problemi e lo metterei in evidenza citando Max Weber “With the consciousness of standing in the fullness of God’s grace and being visibly blessed by Him, the bourgeois business man,as long as he remained within the bounds of formal correctness,as long as his moral conduct was spotless and the use to which heput his wealth was not objectionable, could follow his pecuniary interests as he would and feel that he was fulfilling a duty in doing so.” (The Protestant Ethic and the Spirit of Capitalism)

moral+conduct+spotless sono le parole centrali. No BungaBunga buddy, puoi essere ricco ma devi pure essere un pelino puritano. La vita è dura, Madre Natura è un po’ stronza e tu non hai capito un piffero del capitalismo di stampo calvinista.

Ancora meglio è la frase seguente: “Ma un tale criterio è conosciuto da noi in Italia, dove il calvinismo non è mai approdato e dove la saldatura micidiale fra comunismo pauperista e cattolicesimo anabattista ha ghettizzato la ricchezza nel lager «sterco del diavolo»

O porca miseria, quel comunista di Francesco d’Assisi. Stai a vedere che la versione originale de “Il Cantico de le Creature” diceva “Laudato sii mi Signore per nostra sora falce e nostro frate martello”. Poi si sa come finisce, il solito monaco mediovale che si perde un pezzo et voilà.

Taglio sul pezzo sulle persecuzioni agli ebrei perchè non c’entra un piffero, senza contare che gli ebrei subivano persecuzioni pure nei paesi dove poi sorse il capitalismo calvinista, ma si vede che anche qui qualcuno ha sbagliato a tradurre i testi che Guzzanti non dove aver letto.

Salto pezzi di fegato ed arrivo ai due punti cruciali: “Nelle civiltà cresciute nel calvinismo, chiunque faccia denaro illegalmente va in galera, ma chi lo fa secondo le regole è più vicino a Dio e questo principio è alla base del famoso saggio di Max Weber sull’etica protestante e lo spirito del capitalismo.

Ora Max Weber l’ho citato prima e l’unica cosa che mi viene in mente è che Guzzanti l’abbia letto nella versione “narrata ai piccoli” perchè, proprio nel pezzo citato, Max Web parla di condotta “spotless” ed è la condotta ascetica a portarlo vicino a Dio, non la ricchezza.

E poi la frase ad effetto: ” In quelle società, al povero si dovrebbe chiedere: che cosa hai fatto dunque di male se Dio ti punisce con il sudiciume della povertà, anziché con l’ordinato lindore del benessere?

Cuore sintetizzava con “Siete poveri? Cazzi vostri” ma il povero, a questo punto, inizierebbe forse ad avere qualche dubbio di fede visto che da una parte gli si dice che se è povero è a causa di qualche maledizione divina ma, quello stesso Dio, altrove dice “Beati i poveri”.
Secondo, proprio per questioni di base di cristianesimo, la punizione hic&nunc non è presa in considerazione. Per cui avremmo il nostro povero che non solo è bastonato ma pure si deve porre domande che sono tipiche del paganesimo antico e rabbonire una divinità arrabbiata con lui. Come lo sa solo lui visto il mischione di religioni.

Almeno i fondamentalisti protestanti, quando tirano in ballo le punizioni divine sotto forma di terremoti, lo fanno alludendo a condotte licenziose. Un minimo di chiarezza e poca possibilità di incomprensioni dovute a cattive traduzioni

Salto un ulteriore tot di pezzi dove il nostro rovescia il fegato sul monitor ed arrivo a questo pezzo qui: “In una società fragile che ha nel suo Dna Masaniello e Cola di Rienzo, Savonarola e l’assalto ai forni, gli untori e la colonna infame, è un gioco da ragazzi far credere sempre che le difficoltà, le crisi, le pestilenze e i crolli in borsa, siano opera della losca confraternita dei borghesi produttori di profitto

Ora tralasciando il fatto che la vedo dura pensare che una pestilenza sia colpa del capitalismo borghese classico e che storicamente veniva scaricata su streghe-ebrei-eretici, ho vaga memoria di un nome che erano i Medici e che casualmente eran i banchieri che finanziavano mezza Europa. Eran pure italiani e credo abbian governato per circa 350 anni in un posto chiamato Firenze.

Seconda cosa nutro  fieri dubbi che un crollo di borsa sia opera di una losca confraternita di muratori che speculano sui futures.

A questo punto avrei alcuni conigli per Guzzanti:

  1. Si legga Max Weber, possibilmente in versione integrale e cercando di capire cosa scrive
  2. Eviti di parlare di storia a meno di avere consultato un testo sul tema ed averne letto almeno l’indice
  3. Mi chiedo però come la mettiate dalle parti del PDL  con il “cattolicesimo come collante della società italiana” ed il contestuale attacco alla dottrina sociale della Chiesa
  4. Ho riso molto, mi spiace solo che qualcuno scambierà questo splendido pezzo di cabaret per un articolo serio

Oltre il crocefisso

Quando sentiamo di “persecuzioni religiose” siamo abituati a pensare a qualcosa decisamente lontano dal nostro tempo e dalla nostra cultura. In parole povere a qualcosa di totalmente altro e distante dal nostro modo di vivere e pensare.

Siamo abituati a pensare che siamo quanto di più scevro ed alieno dalla persecuzione e dalla discriminazione per motivi religiosi.

Una società ed una cultura aperte, tolleranti, pronte ad accogliere chi segue la religione di maggioranza o qualsiasi delle big five sul piano religioso (*) e finisce invece nelle altre religioni ritenute minore.

Aperte e tolleranti un gran ceppa di articolo_sessuale per dirla in buon francese.

I casi che cito sono americano ed inglese.

Un diciassettenne americano sospeso da scuola, con tanto di registrazione ufficiale dell’accusa. L’accusa era : “It was believed that he planned on summoning demons to attack select students at the high school“.

Colpa non ufficiale: appartenere ad una famiglia di wiccan.  Il meglio del meglio della caccia alle streghe aggiornato al XXI secolo con la visita psicologica al posto dell’interrrogatorio dell’inquisizione (**)

Ora, in condizioni normali, se qualcuno venisse a casa mia e mi dice che Tizio sta preparandosi ad evocare il mitico demone sumero UrghuUrghy credo che la mia espressione sarebbe tra il “Questo fuma roba buona” e “Farebbe meglio a cambiare pusher”. Ci sono invece parti dell’Occidente dove non solo la cosa va fino in fondo ma anche agli atti.

Un altro caso in cui l’appartenenza ad una religione non mainstream ha provocato pasticci è avvenuto in Uk all’inizio dell’anno: un insegnante è stato sospeso dall’insegnamento perchè appartenente alla Pagan Federation. Anche questo caso c’entrava un preside, stavolta non c’erano i demoni sumeri ma il tipo era preoccupato che la scuola venisse identificata come legata al neopaganesimo.

Tutto questo succede in due stati che nessuno penserebbe mai di classificare come “non laici”, dove vi sono cappellani militari wiccan (USA) ed il neopaganesimo è ritenuto la religione con il maggior tasso di crescita (UK).

Non parliamo dell’Italia dove ci si scanna per la questione “crocefissi nelle aule”, parliamo di posti dove la questione neppure si pone.

Non ci sono Borghezi-Binetti-Santanchè di mezzo, ci sono persone normali che, senza pensarci troppo, decidono che la religione sancisce il diritto o meno all’istruzione o ad un lavoro. E non stiamo parlando di scuole religiose, parliamo di scuole pubbliche.

Non abbiamo notizia dell’orientamento religioso di nessuna delle persone coinvolte. Possiamo supporla ma, più che la credenza, direi che al centro dei fatti c’è il rapporto tra una persona, il suo potere ed il suo identificare la religione dell’altro come un qualcosa di negativo, di potenzialmente pericoloso.

Al centro di fatti simili c’è sempre e comunque la stupidità umana al massimo del suo splendore.

Esattamente come potrebbe essere in Italia, esattamente come in Africa per i bambini strega.

il problema è il rapporto tra il potere e la voglia piegare il potere ai propri stupidi scazzi.

E’ di moda (***) il pensare che la religione sia la causa scatentante di massacri, morte e tutto l’elenco da 4 Cavalieri dell’Apocalisse in technicolor. E’ una teoria comoda che porta la ragione al di fuori di beghe puramente e profondamente umane, identificando buoni e cattivi.

Consolatoria nel suo essere netta e semplice.

Una teoria che dimentica che dietro c’è spesso altro e la religione non è null’altro che il manto usato come copertura di altri orrori, ben più banali e piccoli.

Se prendiamo un processo alle streghe, nella maggior parte di casi abbiamo che la denuncia parte dal vicino di casa che ha perso la mucca o gli si è ammalato il figlio. Oppure c’è la carestia o è un periodo di cambiamenti.

C’è bisogno di un colpevole et voilà “Si prega il Signor Inquisitore”. La strega, fatto salvo che abbia un avvocato, è condannata.

Come nei due casi citati.

Questo ci porta oltre il crocefisso, ci porta oltre le discussioni su cosa vi possa essere o meno appeso ad un muro. Ci porta al centro della paura e dell’uso del potere da parte degli uomini.

Potranno esserci sentenza su sentenze ma avrai sempre da temere il tuo vicino, il tuo simile. Avrai sempre da affrontare il fatto di essere diverso e cosa voglia dire quella diversità.

Se a questo aggiungiamo il gioco politico dell’identificazione di religione con identità nazionale, abbiamo che quel crocefisso sul muro, di per se stesso innocuo, rischia di diventare il simbolo di nuovi inquisitori pronti a celebrare i loro processi dalla condanna certa.

E per quanto si possa pensare che “C’è un giudice a Berlino”, i primi da temere saranno gli inquisitori di ogni denominazione e tinta.

(*) Cristianesimo, Islam, Buddismo, Ebraismo, Induismo

(**) Una visitina la farei fare al preside della scuola

(***) Dawkins ed Oddifreddi per citare due nomi

Perseguitati

Sui social network sembra sia scattata l’ora dei “pdlini perseguitati”, praticamente la copia fuffa 2.0 del genere “cattolicii perseguitati”.

Ora i cattolici perseguitati nascono dal terrore di una parte del cristianesimo di vivere in un Europa postcristiana dove non sono più cultura/identità sociale dominante.

Trovandosi contro voci diverse, con richieste che variano il limite dell’accettazione sociale, una parte di cattolicesimo, i cosiddetti cattolici non cristiani, hanno iniziato a tirar fuori la storia di essere perseguitati.
Ora ci sarebbe da ricordare che la persecuzione è l’ultima delle beatitudini, Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v’insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato citando dal Vangelo di Luca, ma pare che la cosa fosse una beatitudine per il fondatore e lo sia un po’ meno per i suoi seguaci.
La questione “cattolici perseguitati” nasce anche dal senso di perdita di potere, dalla perdita di dominio sulle vite altrui basandosi sul controllo sociale.
La religione come legame con l’ente metafisico non c’entra per niente, al centro c’è la questione dell’accettazione sociale e della religione vista come collante sociale.
E’ una questione talmente sconnessa dal metafisico e dall’ambito della fede da avere quasi solo atei-devoti tra i suoi sostenitori.

Di cristiani perseguitati sul serio ne esistono, non in Italia però.

La questione “PDLini” perseguitati nasce nel momento di caduta di popolarità del governo e di una certa idea. Non essendo più dominante l’idea, non essendo più socialmente ed acriticamente accettato quanto dichiarato politicamente, nasce la paranoia da persecuzione.

Persecuzione praticamente impossibile stante che il PDL, pur in calo, è ancora forza di maggioranza ma il passaggio da “maggioranza silenziosa ed assoluta” a “maggioranza relativa e silenziosa” porta all’incrinarsi di alcune certezze, al punto da scatenare la paranoia da persecuzione.

Ora è chiaro che i cattolici non sono perseguitati anzi, per molti, il cattolicesimo è ancora collante ed elemento fondante dell’identità sociale,
Comincerò a credere che ci sia una reale diminuzione di potere della CC sulla società italiana nel momento in cui smetterò di sentirmi automaticamente definire come cattolcia per il solo fatto di essere italiana.

Non sono cattolica, sono persin scomunicata e non sono cristiana. Con tutto ciò sono e rimango italiana.
Non è difficile basta solo comprendere che italiano e cattolico non sono sinonimi.

Allo stesso modo, in questo periodo di paranoie persecutorie imperanti, mi arrivano frasi che, per me non cristiana, appaiono tra il paradossale e la rosicata.

Prendiamo la questione “moschee”.

A memoria mia, non mi ricordo di avere mai notato carenza di chiese, soprattutto cattoliche. Nel raggio di 1 km dall’edificio dove lavoro vi saranno, credo, 6 chiese.
Ora avendo questa situazione e non avendo questioni quali “osservanza di 5 momenti di preghiera al giorno”, mi piacerebbe capire perchè, di fronte ad una frase quale “qui dentro c’è una moschea”, debba immediatamente scattare la risposta “allora ci sarà anche una cappella”.
No, non c’è la cappella, è pieno di chiese qui attorno e, in più, se vuoi i 5 minuti di preghiera puoi anche stare in silenzio e non mi risulta che vespri e compieta siano di precetto.

Quindi ? Quindi siamo al rosicamento “Se c’è l’ha lui lo voglio anch’io” che precede la fase cattolici perseguitati.

Tranquilli ragazzi, non siete perseguitati. Se poi volete capire cosa sia essere fuori dal vostro cerchio, non avete che da chiedere e vi sarà spiegato.

Per adesso inizierei ad apprezzare molto il fatto di non essere arruolata nei cattolici solo per il fatto di essere italiana.

Sennò inizierò a strillare anch’io al “non cristiano perseguitato” ma, a quel punto, mi verrà detto che c’ho na gran fraccata di palle.

Italia cattolica ?

Una delle questioni in ballo in questi anni è la laicità dello stato. Un principio che è sancito ben chiaramente dalla Costituzione e dove si dice che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, razza, religione.

Principio risalente alla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo.

Bello, giusto.

Ora l’Italia non è paese dove religione equivalga a spiritualità, è un paese dove cattolicesimo=ortoprassi e politica, anzi cosa pubblica.

Il non essere cattolici, nel mio caso neppure cristiani, equivale ad essere visti come altro, come qualcuno che si distingue dalla maggioranza, qualcuno di diverso.

Essere cattolici ci sono casi in cui equivale a “essere italiani”.

Non avendo avuto il grande sconvolgimento della Riforma, avendo sempre avuto minoranze sparse, tranne qui in Piemonte, il non-cattolico, soprattutto se non ateo, è visto come un qualcosa che sta a mezzo tra la bestia strana ed il rivoluzionario.

Vi sono due categorie ammesse: l’ateo ed il cattolico. Il resto vaga in un oscuro limbo dove la religione viene vista come puro dato politico, i musulmani ad esempio, o dato di appartenenza ad una fazione/nazione, gli ebrei oppure altro ancora, lo sconosciuto ed il pauroso.

Il punto principale è che gli italiani sono cattolici senza essere cristiani, equiparando le parole.Nella maggior parte dei casi ignorano pure cosa dica quella che asseriscono essere la loro religione sul piano della dottrina.
Ne conoscono l’ortoprassi, andare a messa la domenica o i principali sacramenti visti come momenti che sanciscono le fasi di passaggio, ma dovessero mai inoltrarsi su cose più sofisticate, tipo in cosa si differenzi il cattolicesimo dalle diverse confessioni protestanti, incontreremmo un muro di silenzio.

L’italiano è cattolico non per convincimento, nella maggior parte dei casi, ma per tradizione.

A tutto ciò va ad aggiungersi il bombardamento mediatico. Sono almeno due giorni che sento parlare di Benny più di quanto senta parlare di Napolitano. Sono il nano pelato credo riesca a superarlo nell’esposizione mediatica.

Abbiamo avuto due giorni di grandi discorsi, blah blah, su temi a tutto tondo dal preservativo al razzismo per terminare con l’apogeo della lettura di Genesi. Grandissimo libro, a me piace molto.
Peccato che appartenga almeno a due religioni e sia uno dei più difficili di tutta la Bibbia. Il “E fu sera e fu mattina” è bellissimo ma andrebbe spiegato come andrebbero spiegate le due versioni.

Questo su un piano meramente religioso visto che è un libro ispirato e non dettato.

Su un piano politico va benissimo invece. Fa fine, non impegna e se non tocca il cuore è un ottimo modo di trascorrere la serata in una modalità colto-religiosa.

Cosa manca è il Dio dei cattolici. Sappiamo tutto di perchè non usare il preservativo ma quel Dio da cui dovrebbe discendere quell’immagine non c’è. E’ un nome astratto da invocare con la maiuscola.

E se, come diceva Merton, ognuno assomiglia al dio che adora, a volte piglia il dubbio che ad essere adorati siano la consuetudine, la tradizione e l’esposizione mediatica.

Quel discorso più intimo e privato, fatto di silenzio, meditazione, dialogo e rapporto fortunatamente rimane nel cuore di quei pochi che credono sul serio.

Da una non cattolica, con le palle piene di due giorni di martellamento ideologico di stampo cattolico pagato anche a spese sue.

Davvero esoterici

Bacchetta con luce Harry Potter.per wiccan,wicca  presso “Centro commerciale Il Pentacolo” su Ebay

Praticamente mentre uno dice “Expecto Patrono” ti esce la pazza della Swiffer che fa la predica alla scopa perche’ lascia un po’ di polvere sulle foglie e si vede quando c’e’ luna piena

A proposito non era che la Wicca e’ la religione ed i wiccan i seguaci ? Perche’ una baccetta per la wicca sembra l’edizione caciarona di qualche spettacolo di beneficenza

Di che religione sei

Qual è la religione giusta per te? (translated version for Italian users)
created with QuizFarm.com
You scored as PaganesimoIl tuo risultato è Paganesimo. Le tue credenze si avvicinano maggiormente a quelle pagane, Wicca o altre religioni simili. Potresti anche seguire una religione dei nativi americani.

Paganesimo
 
90%
Buddismo
 
75%
Satanismo
 
70%
Cristianesimo
 
65%
Induismo
 
60%
Confucianesimo
 
55%
Agnosticismo
 
50%
Islam
 
45%
Paranormale
 
40%
Ebraismo
 
35%
Ateismo
 
30%

Cosi’ per rimanere sul tema della giornata.

Troppo, troppo poco religioso

E’ in arrivo “La Bussola d’oro” e, leggendo su BBC, sono anche in arrivo maree di polemiche.

Non ho mai letto il libro per cui non ho la piu’ pallida idea se sia antireligioso o che accidenti sia. In piu’ tendo a considerare la fantasy, fantasy per l’appunto e mi suona sempre un po’ strano quando gli si attribuiscono messaggi tra i piu’ strampalati.

Si parli di “Il signore degli Anelli” o di “Harry Potter” e’ vero che abbiamo davanti un modello di societa’ ma e’ anche vero che siamo nel regno della fantasia e, nel caso di piu’ piani di lettura, appare ampiamente legittimo pensare che l’hobbit e’ un ometto dai piedi pelosi e grossi prima di vederlo come il sacro portatore, agnello sacrificale ecc.

Adesso tutto il bailamme pro/anti religione si sta scatenando con “La Bussola d’oro”. Stante cosa letto su BBC , mi e’ venuto da pensare che sara’ un grandissimo film da vedere.
La frase in questione sono queste:

Don’t forget, this is a writer who has previously gone on the record to say he is trying to undermine the basis of Christian belief.

Ironically, Mr Pullman has also come under fire from secularists – who say there’s isn’t enough anti-religious sentiment in the film.

Non si puo’ non vedere un film che riesce a farli incacchiare tutti, che dire ? 😉

La lacerazione tra i mondi

Qualcuno la chiama serendipity, ovvero l’incappare in qualcosa che non si cercava ma che e’ di alto valore, altri la chiamerebbero “botta di fortuna”. Questo sito, lo ammetto, l’ho trovato un test leggero da mettere sul blog.

Serendipity e’ il nome giusto che attribuirei alla cosa perche’ di fronte a pezzi come questo mi levo tanto di cappello e m’inchino omaggiando, per una volta, buzzwords quali UGC-net journalism-blogging e vai coi carri di tutto le parole 2.0
Quando leggo un pezzo simile mi riconcilio col mondo (non con le discussioni su Blogbabel).
E’ una storia semplice, delicata: due amiche s’incontrano, discutono di sentimenti, del sentirsi divise tra due uomini, del bisogno di essere amate nell’interezza e la lacerazione tra il bisogno di “cose familiari” e la voglia di essere “grandi”.
Ma la differenza e’ che loro sono musulmane e la lacerazione e’ tra la parte occidentale e quella legata alle radici, alla propria religione, alla famiglia.
Coincidenza e’ che a migliaia di chilometri, nel giorno della sentenza per il processo di Ina, da qualche parte qualcuno abbia narrato, con la sua voce, quello stesso dramma che Ina anche deve aver vissuto. La divisione e la lacerazione, la voglia di amore ed il richiamo della tradizione.
Ed e’ nella frase finale, molto riflessiva, che c’e’ trovo la sintesi di tutto:

As I walked home I thought about this, the answer is probably no, I do not feel respectable, I have forgotten what it is like to feel insulated. That sense of acceptance that so many take for granted is alien to me, indeed, sometimes it feels like the whole world is a window partly showing a warmly lit domestic scene, and I am always on the outside looking in. Had I been harsh on her for essentially being a homesick little girl? Of course one hankers and yearns for that security but at what price?

La voce di Ina noi non l’abbiamo mai sentita ne’ mai credo vi sia stata una riflessione sul suo essere divisa tra due mondi: quello della tradizione e della famiglia e quello dell’occidente e dei sentimenti. Per noi e’ scontato che non vi sia, per noi vi e’ un solo mondo. C’e’ un romanzo bellissimo su chi ama ed e’ lacerato tra i due mondi (bisognerebbe appendere per gli alluci chi ha scelto il titolo da Harmony): “The map of love”, titolo inglese, e’ sulla divisione e l’incontro tra i due mondi ricordando che anche a noi potrebbe succedere, anche noi saremmi a guardare fuori dalla finestra.

Translation (for any non italian speaking people)

To cut short a long story about serendipity and coincidences, today a man has been sentenced to 30 yrs . He killed his daughter because she chose to live with the man she loved and not to marry the one he had chosen.
We never heard Ina’s voice. We just heard all the voices that were talking on her behalf and took for granted that she had all that she wanted and no feeling related to her family situation.
The story is quite simple: two friends meeting and discussing about love and relationships. But the price they have to pay is unknown to the westerner reader. We are not lacerated between two world, we are confortable and accepted whatever we choose. We take it for granted and we are looking at other people drama as it was on a political stage forgetting all the feeling and emotions involved.
Best of luck to you all hoping that what is chosen will bring happiness.