Segni dei tempi (di riferimenti e personaggi)

Per rilassarmi un attimo sono andata a curiosare sul sito del Kindle (*)

Tra varie cose c’è anche l’elenco dei libri e dei passaggi più “highlighted”, sottolineati si potrebbe dire.
Tendenzialmente è un viaggio all’interno di quali siano le frasi e le idee che più han colpito una determinata fascia di persone ossia chi legge libri in inglese ed usa un Kindle (**)

Al primo posto c’è la Bibbia e fin qui siamo tra i classici e in un ambito che, piaccia o meno, continua ad essere abbastanza basilare nella cultura occidentale.

Al 5 posto la biografia di Steve Jobs. E, mi sia concesso, per quanto possa trovare divertente leggere una biografia continuo a pensare che si sta trasformando in un maitre a penser un imprenditore. Non che una cosa neghi necessariamente l’altra ma un conto sono gli slogan, un conto è diventare riferimento ideologico.

Al 18mo posto mi è caduta la mandibola: la biografia di Dietrich Bonhoeffer (***). Considerato che stiamo parlando di un filosofo-teologo tedesco è stato come se mi fosse apparsa una grande luce.
C’è ancora speranza in questo mondo se sono considerate importanti le parole di un grande pensatore, martire del nazismo.

La 5 e la 18 posizione mi dicono invece molto sui nostri tempi e su quale possa essere l’influsso del marketing anche sul piano delle idee.

Forse perchè “Stay hungry, stay foolish” vuol dire poco ma suona bene.

There is no way to peace along the way of safety. For peace must be dared, it is itself the great venture and can never be safe. Peace is the opposite of security. To demand guarantees is to want to protect oneself. ” (Bonhoeffer) ti chiede invece di fermarti, riflettere e pensare.

E ciò è un lusso che questo tempo non ci concede.

(*) Quello dove si organizzano e recensiscono i libri, non il posto dove si gestisce l’arnese.
(**) Diciamo anglosaxon/european,white, liberal, middle class
(***) Tutto il discorso di Stanford non sfiora il livello dell’unghia del mignolo dell’autore di “Resistenza e Resa”.