Segni di crisi e contraddizioni

Stasera, tornando dal lavoro, sono passata di fronte a questo negozio, anzi concept store come lo definiscono.

Cose belle ce ne erano, di base impressionava la sofisticazione quasi grottesca ed il contrasto con la situazione attuale. Un posto dove una saponetta dimensione “omaggio in un albergo” ti costa 9 euro 9, suona quasi incongruo se paragonato a cosa c’è attorno.

Suona un po’ da dinosauri di lusso, infatti c’eran dentro più commessi che clienti (4 contando me che curiosavo).

Sono uscita a mani vuote, un po’ perchè non c’era nulla alla mia portata di budget, salvo la saponetta da 9 euro, un po’ perchè non c’era quella sana atmosferta goduriosa che t’invoglia a spendere.

Sembrava di stare in una cattedrale del design modaiolo, persino lo shop della Victoria&Albert pare più allegro e vitale.

Uscita, ho proseguito per la mia passeggiata in centro. Girando, sono passata di fronte ad un’altra cattedrale del lusso e lì sono rimasta a bocca aperta: stavano saldando parte della merce estiva.

Saldi reali, non stupidaggini. Per curiosità ho dato un’occhiata e c’erano botte di 200 euro di sconto. Per la carità, eran pur sempre 180 euro rimanente ma meno della metà rispetto al prezzo originario.

Anche qui, negozio semi-vuoto.

Un pomeriggio di venerdì, in una delle città più ricche della Germania. Un pomeriggio che moltissimi dedicano allo shopping, i grandi negozi di lusso eran decisamente vuoti.

La crisi è arrivata anche qui in maniera pesante ed i segni si vedono anche da queste cose. Si vedono anche nelle abitudini di spesa della parte più ricca della popolazione.

Quelle scarpe estive costosissime, parevano quasi incongrue se raffrontate alle notizie giornaliere. Esattamente come le borse porta pc da 1.300 euro o le saponette da un rene al kg.

Qualcosa che appartiene ad un’altra epoca e che non sappiamo se sopravviverà.

Dinosauri e reperti di un’altra epoca.

Sintesi berlinese

Oggi ho visto la mostra al Pergamon su “Babylon: Wahrheit und Myth”.

Una cagata galattica.

Cagata non tanto per i contenuti quanto per la malsana idea avuta da qualche berlinese di comprimese centinaia di persone in stanzette surriscaldate di dimensioni microscopiche. Il contenuto e´ interessante, l´allestimento terribile.

Oltre al caldo da svenimento, l´affollamento, i vari turisti teutonici girano dotati di strumentillo che gli racconta vita, morte e miracoli dell´oggetto che hanno davanti. Essendo ligi al dovere, tendono a fermarsi minimo 5 minuti davanti a qualsiasi oggetto.

Finche´ si tratta di una persona, si riesce a svicolare e vedere qualcosa. Quando e´ un gruppo di entra nel delirio e l´unica alternativa appare l´abbattimento.

E´ da notare che la mostra e´sconsigliata ai minori di 18 anni. Quando ho letto il cartello mi sono chiesta cosa potesse esserci di “non adatto per la visione ai minori” da richiedere addirittura un avviso all´esterno.

C´ho messo un po´ ma l´ho scoperto: vi sono alcuni pendagli che rappresentano atti sessuali. Ben due l´esattezza e di dimensioni talmente esaltanti che li ho visti per caso.

La parte Myth e´tra l´intellettual concettuale e la palla allucinante. Assolutamente evitabile tranne che per la proiezione di Intolerance di Griffith ed il Nabuconosor di Blake

Ieri avevo invece affrontato il Judische Museum. Esteticamente splendido, vale la pena di essere visto anche solo per l´edificio. Se siete deboli di cuore, evitate la Torre dell´Olocausto.

Il resto: grandi questioni simboliche nella parte iniziale. Esilio, Olocausto, Vuoto della memoria. Tutto talmente alto che quando mi e´venuta da far pipi´ho iniziato a chiedermi dove fosse il “cesso del presente” per utilizzare la terminologia corrente. Per il resto un museo a meta´strada tra storia, antropologia ed attualita´. Nel caso l´ultima vi sfuggisse, provvederanno i minuziosi controlli di polizia all´ingresso a ricordarvela.

Il ristorante del museo propone un´ottima cucina kosher, peccato per i prezzi che non sono bassissimi.

Essendo settimana di saldi, non ho potuto fare a meno di lanciare una sfida e vedere chi vincesse. Han vinto loro. Soprattutto ha vinto lo store della Trippen ma suppongo che se una lo cerca sulla cartina e poi ci va apposta, l´esito sia abbastanza scontato.

Un coniglio alimentare: Yazid, il turco di Friederischstraße, oltre Bessenstraße. Il buonissimo iskender era di dimensioni da sfamare un esercito, stessa cosa per i fantastici antipasti.

Domani sera, intrattenimento chez  Siegersäule o “colonna della vittoria” che dir si voglia. Chez Obama per intenderci.