Differenza nazionali tra padroni di casa

Padrone di casa sassone:

  1. Era convinto che “mi casa affittata es mi casa” per cui entrava a qualsiasi ora, prendeva appuntamenti per visite, ti chiudeva l’acqua senza dirtelo, ecc
  2. Quando lo vedevi ti veniva in mente Paperoga lobotomizzato
  3. Era preda di attacchi di paranoia selvaggia e l’idea che tu cambiassi qualcosa lo sconvolgeva
  4. Credo abbia distribuito il mio indirizzo di mail a mezza Germania perchè, quando c’era bisogno di entrare in contatto con qualcuno, faceva più in fretta e lo spediva direttamente a me

Padrone di casa francese:

  1. Doveva venire a controllare una cosa. Ha chiamato chiedendo se disturbava
  2. Non l’avevo visto tutte ste volte ma quella precedente mi aveva ricordato Raffaella Carrà on steroids. Adesso ancheggia di meno e non ha marcato (*)
  3. Doveva portarmi un secondo ventilatore ma, non avendolo trovato, per scusarsi ha portato una confezione di Magnum
  4. Quando gli ho comunicato un paio di cambiamenti, non ha battuto ciglio. La risposta è stata “Se ti rende più comoda”
  5. Avendo trovato posta di un inquilino precedente, l’ha presa e inoltrata lui

Adesso, non per essere Cicero pro domo sua, ma vogliamo mettere la differenza di stile ?

Ihmo maschio latino batte maschio sassone 5-0.  E mi pare non ci sia storia

(*) mi chiedo se stia ancora col gran figo dello scorso anno

Vulcani e conseguenze (post serissimo)

Avendo esaurito la parte seria delle “Lamentazioni del viaggiatore spiaggiato”, vorrei affrontare la parte delle opportunità.

Avendo la non secondaria fortuna di essere spiaggiata a casa mia in Italia (*) al posto di qualche bizzarro aereoporto in giro per l’Europa, ho deciso di cogliere l’attimo nonchè la prima mela.

Detto ciò a pranzo mi sono regalata una meravigliosa pizza friarelli e salsiccia che, sarà anche la cosa meno dietetica che ci possa essere, ma è tipicamente italiana.
A seguire ho calato giù gelatini di Grom ma solo perchè non avevo voglia di andare fin dal siculo.

Tornata a casa, son passata al supermercato un po’ per eliminare un po’ del fastidioso eco che si sentiva in frigo, un po’ per bearmi delle prelibatezze economiche che u qualsiasi Conad italico riserva.
Ora mi è chiaro che in condizioni normali difficilmente si considerebbe un po’ di cicoria, pomodorini ferrisi e prosciutto di Parma come “pranzo da re”, ma provate voi ad arrivare da mesi di lotte strenue con Rewe o Real a caso e inizierete ad avere visioni di maccheroni al sugo e tortellini col sugo di noci.

Per non parlare di pomodori non olandesi che sappiamo di “pomodoro” e non di acqua distillata.

Aggiungiamo il fatto che c’erano 22 gradi, sole e la primavera torinese ed avrete il quadro della perfetta beatitudine da Italiano che torna in patria anche se non si mette a cantare “Italia amore mio”.

Mentre ero lì che mi beavo della beata allergia da platano torinese, mi giunge una mail tedesca con mittente totalmente sconosciuto.
Apertala ho scoperto quanto segue:

1) Il sassone titolare dell’appartamento ove risiedo ha deciso che dare il giro il mio indirizzo di mail è cosa buona è giusta
2) Visto che la privacy è un concetto bizzarro, ha anche deciso che l’appartamento al prossimo inquilino devo farlo vedere io.
3) Vivendo in qualche realtà parallela, pur essendo il blocco dei voli la notizia del giorno, ha deciso che io dovevo essere in Germania

Mi è pertanto giunta una mail che diceva “Buongiorno, sono di un’agenzia immobiliare. Volevamo sapere a che ora lei è a casa di modo da poter far venire la persona che vuole vedere l’appartamento”.

Ora ha prevalso il lato bitchy del mio carattere e la risposta è stata: “Dubito fortemente di essere in grado di far vedere l’appartamento visto che sono in Italia e i voli son bloccati. Se proprio vuole organizzi con la donna delle pulizie (**) e, nel caso, le dica anche di dare una pulita (***)”

Ora non è che mi mancasse particolarmente il sassone ma, come il raffreddore, non puoi farci molto fino a che decide di andarsene.

Adesso siamo in attesa di giovedì mattina quando dovrei despiaggiarmi e tornare in Germania. Sempre che qualche altro vulcano islandese non si metta a ruttare.

Nel caso, onde osservare le antiche tradizioni, sarei per un bel sacrificio umano di modo da placare l’ira. Ho il dubbio che gettare i vicini from Hell ed il sassone titolare d’appartamento potrebbe suscitare una bella incazzatura nel vulcano ma conto sul numero.
Senza contare che il sassone è uno dei suoi ed adesso non stiamo a sottilizzare, eh.

(*) Lo so che sembra strampalato dire che “una è spiaggiata a casa sua” ma il fatto brutalis è che nell’ultimo anno ho passato più tempo in Germania che a casa e ciò comporta alcune stranezze comportamentali
(**) Ha il secondo mazzo di chiavi.
(***) Sta stronza non era vneuta fino a venerdì mattina

Germania, un giovedì

E’ un giovedì in Germania. Non un giovedì qualsiasi ma IL giovedì prima del lunghissimo ponte di Pasqua.

Per qualche ragione che solo loro sanno i tedeschi sono convinti, anzi ultraconvinti, che in Italia domani sia festa. Quando dici “No, venerdì è lavorativo in Italia”, ti guardano come se tu fossi un alieno da Betelgeuse e, dopo aver messo su una faccia totalmente incredula, ti dicono “Nella CATTOLICISSIMA Italia venerdì si lavora ?”
E tu vagli a spiegare che l’Italia è cattolica in maniera un po’ strana, tipo che è un paese cattolico quando si parla di piano etico, totalmente a-cristiano quando si parla delle feste.

Cmq, in questo giorno benedetto di vigilia di lungo ponte, la qui presente si è recata con altri fino a Francoforte.
Praticamente un’avventura tutta nuova perchè non avevo mai fatto quella strada in macchina e il panorama è davvero spettacolare.
E’ stata talmente un’avventura che ho pure sperimentato il brivido del “12 km Stau” con blocco autostradale.

Ora io sono abituata alle scene da Apocalisse postmoderna della Salerno-Reggio Calabria: macchine l’una a culo dell’altra, gente sofferente e accidenti vari.
Qui la coda era a “macchia di leopardo”: 200 m si, 100 m. In più c’era vicino un Burger King e, rispondendo ad un richiamo profondo della natura, molti tedeschi han lasciato la macchina lì e si sono gettati all’arrembaggio del cibo.
Quelli che non avevano abbandonato totalmente l’auto avevano spedito la famiglia/coviaggiatori a recuperare il cibo al suddetto di modo che, quando ho provato ad affacciarmi, c’era una coda da circa 300 persone.
Nel frattempo, per dare un tono positivo alla cosa, occorre notare che nessuno tentava di accavallarsi sulla macchina davanti, nessuno si è infilato nella corsia d’emergenza (anche perchè era separata dal guardrail) e nessuno ha fatto concerti “per solo clacson e stupidità”
Dopo 3 ore di blocco, così come si era fermata la coda è ripartita.

L’autostrada Dusseldorf-Francoforte è molto interessante. Praticamente viaggi in mezzo a boschi e ameni colli e/o paesini, le cose notevoli son segnalate fino all’ultimo sasso e non si paga un centesimo. Al tempo stesso nessun limite di velocità.
Io son rimasta entusiasta dalla totale assenza di pedaggi e da come nessuno si mettesse in corsia di sorpasso anche se guidava una 500 d’antan e aveva un cappello di paglia in testa.

Naturalmente uan giornata così istruttiva ed eccitante non poteva non terminare con il tocco sassone. Anzi il doppio tocco sassone.

Arrivata stravolta sotto casa ho incontrato il Principal of Sassoning Hausmeisters, ossia il mio padrone di casa.
Al vederlo la mia gioia è stata espressa con urla di giubilo in italiano che suonavano tipo “Mi..ia, che due co…ioni”. Sono riuscita ad evitarlo per un pelo salutando e facendo finta di essere al cell.

A sassone mancato, sassone e mezzo che t’arriva.
Ero giustamente sotto la doccia quando suona il citofono. Ora io ho l’abitudine di rispondere anche se mi chiedo chi possa essere il pirla che suona alle 10 senza avvisare.

Il dialogo che è seguito è stato il seguente:

Sassone: “Buona sera. Pizza blah blah. Ha ordinato lei ?”
Io : “Buona sera, non ho ordinato nulla”
Sassone: “Ma questo è $indirizzo+numero di casa mia?” [notare che sono presenti circa 20 campanelli]
io “Si, è $indirizzo+numero ma non sono io che ho ordinato”
Sassone: “Se è $indirizzo+numero e lei non ha ordinato, chi ha ordinato ?
Io [prima di chiudere la conversazione] “Non saprei dirglielo, provi a suonare dagli altri”

Mi chiedo se avrà mai trovato chi avesse ordinato o se sia tornato indietro dichiarando “Sono stato a $indirizzo+numero ma una delle inquiline ha detto che non aveva ordinato, gli altri non so”