La settimana della Paperineide

Nel primo giorno della Paperineide si contempla il gatto che, facendo il salto atletico, va ad atterrare su di una bottiglia di vetro.
La bottiglia a sua volta fa un salto atletico centrando il pavimento.
Non so se avete idea di quanto frammenti di vetro possano prodursi.
Alcuni grandi, altri di dimensioni tali da far danni ma non da essere facilmente visibili.
Primo giro di raccolta utilizzando la scopa, secondo giro aspirapolvere, terzo giro a vista alle 7 del mattino che chissà che non brillino controluce.
Il quarto giro si chiama AHIA perchè li ho trovati due giorni dopo e mi si sono anche infilati in un dito.

Nel secondo giorno della Paperineide si contempla Annarella che nota un tappeto bagnato in cucina e si stupisce.
E pensa “Come ho fatto a far cadere dell’acqua lì e non ricordarmene” (*)
E va a prendere uno straccio continuando a porsi la domanda “Perchè non ricordo?”
L’indomani mattina però c’è ancora acqua e, essendo la Paperineide associata a botte di sfiga che nulla lasciano al caso, la fonte dell’acqua pare essere dietro un mobile grosso. E PESANTE.
E visto che non puoi spostare mobili alle 8 del mattino (**) ti tocca aspettare che arrivi un’ora acconcia e che tu possa al tempo stesso essere in orario dal parrucchiere.
Ora il mobile pesante è decisamente pesante.
L’unica cosa che sembra essere chiara è che esce dal muro (***) ma nulla più.
Essendo una sfiga ben strutturata è sabato e trovare un’idraulico ci porta decisamente a Woody Allen (****).
Cambio stracci, capellamento, ritorno e – MIRACOLO – tutto appare asciutto.
Il tempo di sollazzarsi e godere (un paio d’ore) e torna ad essere bagnato.
Stavolta è bagnato anche il muro e non si capisce se sia a zampillo, a fuoriuscita lenta, a sarcappero.
Chiama la sister e si accende un lampadario mentre vengono formulate le seguenti parole: “Perchè non chiami il marito di Cleaning Madame visto che si occupa di impianti idraulici?”.
Son cose che alle 19.20 paiono strane ma cambiano le cose.
Chiamato il Cleaning Madame Companion (****), la prima cosa da fare sarebbe chiudere la valvola dell’acqua che gestisce il tubo sospetto.
Sempre per quanto detto sopra sulla sfiga ecc la valvola non si chiude.

La situazione diventa pertanto la seguente:
1 – domattina il Cleaning Madame Companion verrà in visita verso le 9 e vedrà cosa può fare
2 – Non posso usare il lavandino della cucina e lavare i piatti in quello del bagno non è comodissimo
3 – L’amministratore, solitamente evanescente, riesce a latitare al meglio perchè forse comparirà lunedì

Adesso speriamo di aver raggiunto l’apice ed inizi la discesa.

E che la settimana della Paperineide sia passata.

(*) A volte essere so essere stordita in maniera artistica
(**) La sveglia felina è ritardata di un’ora nel we.
(***) O meglio “esce dal fottuto muro” per fare la citazione da hoc
(****) “Non solo Dio non esiste ma provate a trovare un idraulico di sabato”
(*****) Lei spesso mi irrita il piloro ed anche il pancreas ma non è facile trovare una cleaning lady con allegato tuttofare che ti cambia le tapparelle, aggiusta i pezzi e vai coi carri.

Cerchiamo di essere razionali …

Non ho la minima intenzione di parlare della chiusura di Blogbabel, sia ben chiaro. Avendo seguito lo scambio di mail nel Googlegroups, il messaggio che hanno messo mi pare tra il pretestuoso e lo gne-gne “Adesso mi porto via il pallone” e ciò è tutto quanto mi passa per la testa al momento.

Cio’ a cui mi riferisco è cosa mi sta succedendo in questi giorni e che non riesco capire se sia effetto di “sfiga storm”, pura e semplice coincidenza oppure debba iniziare a pensare ad un pellegrinaggio ad Oropa.

Andando con ordine:

1) Fino a giovedi’ sera non avevamo mai, ripeto MAI, avuto un qualsiasi casino notturno. Giovedi’ notte si e’ scatenato uno tsunami di casini, fortunatamente non provocati da lato mio, ma subiti da questa side.
2) Visto che c’era uno tsunami in corso, per la legge di Murphy si è presentato il giorno in cui doveva esserci solo una persona. Fortunatamente, come in ogni tempesta che si rispetti, dopo gli augelli son tornati a cantare.
3) Venerdi’ Vista ha deciso che poteva anche non fare shutdown un paio di volte e si è spenta solo dopo una cortese richiesta tipo “estraggo la batteria”
4) Avevo bisogno di alcuni documenti. Sapevo di averli. Peccato erano da tutta un’altra parte, a circa 80 km. Dovevo recuperarli e, al posto di andare a casa a dormire, sono dovuta passare in sede.
5) Arrivata in sede mi sono accorta che avevo dimenticato l’alimentatore dal cliente. Fortuna che ho un cavo di scorta che mantiene il lapotopo a batteria ma non la ricarica.
6) Mi sono svegliata tardi, avevo deciso di fare la spesa con calma. Al mercato. Avevo anche finito il contante e sono andata la bancomat. Ho cercato di prelevare ma il diabolico strumento detto ATM ha deciso di innamorarsi della mia tessera e di non darmi i soldi. Fino a martedi’ se la tiene lui, sto stronzo.
7) Chiamo mia sorella chiedendo se puo’ prelevare. Non può, è al ps con mio cognato.
8 ) Tornando a casa, vedo una persona e mi pianto contro un palo per la sorpresa. Avevo sentito ogni tanto uno parlare sotto le finestre e avevo pensato “Toh, la stessa voce”. Oggi ho visto il proprietario della voce. Era un anno che non lo vedevo. Avessi voluto parlargli, credo che l’unica frase che sarebbe uscita sarebbe stata “UH ?!? What are you doing HERE ?!???”

Ora sto cercando di capire se sia meglio che mi compri un corno delle dimensioni di un vagone ferroviario o se basti un pellegrinaggio ad Oropa.

Murphy era un ottimista

Domani dovevo essere a Milano. Una riunione e poi una cena. Very easy, molto lineare. In alternativa una cena con gli amici.

Domani sera saro’ a casa perche’ mi e’ venuto un raffreddore clamoroso che fa di me un incrocio tra un fontanella ed un qualcosa con una protuberanza rossa e colante.

Murphy o caro …

Iniziamo bene la settimana …

Si spera di non proseguirla cosi’.

Mi sono svegliata alle 6.30 per riuscire a prendere il treno. Esco di casa, prendo la metro ed arrivo in stazione. Treno in ritardo per cui, arrivata alla stazione di cambio, ho perso la coincidenza.

Aspettato un’ora nella ridente cittadina di Santhia la cui stazione ricorda cosa potrebbe essere il mondo se un’atomica cancellasse le tracce dell’umanita’ ma lasciasse le case.
Alle 9.50 prendo il treno e riesco finalmente ad arrivare a Biella alle 10.20 dopo un’odissesa di circa 2 ore e mezza per fare 90 km.
A Biella nevica e fa un freddo porco. Naturalmente a Torino piovigginava e non faceva cosi’ freddo per cui sono in giro con una gonnellina abbastanza leggera.
I collant che ho addosso hanno deciso che un buco stile punk e’ decisamente adatto ad una giornata in cui nevichi e faccia freddo. Il buco stile punk ha circa 10 cm di diametro e naturalmente non ho dietro calze di ricambio. In compenso i negozi sono chiusi la mattina.
In ufficio stranamente nulla da segnalare sino a che la segretaria aziendale telefona segnalandomi una cosa nella consuntivazione delle ore. Rispondo che so ma sono in attesa di notizie che risollecitero’. Risollecito. Nulla.
Nel frattempo mi telefona il cleaning commando perche’ era passato un commando AEM per cambiare il contatore ma, visto che io non c’ero e dovevo esserci IO-SOLO-IO-NESSUN-ALTRO-CHE-MOI, mi chiedono di chiamarli per fissare un appuntamento.
Finalmente arriva l’ora di tornare a casa. La pioggia si e’ tramutata in diluvio e continuo ad avere un freddo suino.
Arrivo a casa. Mi commuovo a vedere la casa pulita e la roba stirata, praticamente l’highlight della giornata. In compenso mi piglia un colpo perche’ il Sonder Kommando non so bene che abbia fatto della scatola con dentro le Trippen. Tremo per un attimo all’idea che le abbia scambiate per spazzatura e gettato loro con la scatola.
Ricerco affannosamente le scarpe. Trovo la scatola sul balcone e la recupero con uno slancio riservato di solito a baciare parenti non visti da secoli e molto amati. Intanto continuo a non capire dove sian finite le scarpe. A-ricerca. Le trovo e quasi piango dal sollievo.
Mentre torno dalla camera, inciampo e sbatto con la sinistra sullo spigolo del copritermosifone di marmo, centrando la vena. Morale la sinistra al momento presenta una strana coloritura blu puffo e fa un male allucinante a parte la difficolta’ a flettere le dita nonche’ a scrivere.
Riprovo a sollecitare e mi vinco un telefono chiuso in faccia ad indicare che Murphy e’ vivo e lotta con noi.
A questo punto ho una mano dolente, un inizio di raffreddore violento e l’umore sotto i tacchi.

Domani si prevede sole. SPERO!

Apice, pedice e sfiga

Oggi e’ lunedi’ ed e’ stato uno di quei lunedi’ che paiono avere dipinto ovunque: “Sono una giornata di cacca”.

Se c’era una cosa che poteva andare storta, e’ andata. Se poteva succedere qualcosa che potesse indurre scazzo, depressione od altro, e’ successo.

Adesso, possiamo pensare di avere fatto l’emplein e che, raggiunto l’apice, si possa pensare di scendere ?

Debbo dire che era iniziato ieri quando ho scoperto di guadagnare meno di una giacca di Chanel e piu’ di una borsa di Prada. Quattro anni fa guadagnavo come una giacca di Gucci (periodo Tom Ford).