Destra/Sinistra (o della confusione italiana)

Nota: questo post nasce da una discussione avuta in giro su destra e sinistra.

Che la politica italiana sia disastrata credo sia un dato assodato, che siano disastrati pure i concetti della politica un po’ meno.

Oggi come oggi non paiono essere molto chiari i concetti di destra e sinistra perchè viene considerato sinistra tutto quanto non è legato a Berlusconi.
Non possiamo neppure parlare di bipolarismo, abbiamo semplicemente il concetto di non-berlusconiano/berlusconiano.

Succede così che passino per persone di sinistra Travaglio, Di Pietro e, risalendo indietro con gli anni, vengano resi di sinistra Montanelli, Sturzo, Gobetti, Einaudi.
Qualsiasi cosa sia stata simbolo di un’Italia civile viene forzatamente messa nello stesso calderone provocando dei danni mostruosi.

Perchè la continua, totale e perpetua demonizzazione di una parte non è sana, non porta a una crescita di pensiero politica.
Porta a sminuire la storia e a togliere forza al pensiero politico.

E a me sembra una delle basi della drammatica situazione della politica italiana. Avendo abolito l’anomalia, la diversità ed azzerato tutto sul pro/contro, abbiamo perso capacità dialettica e di pensiero politico.

Abbiamo perso l’idea di cosa siano destra e di cosa sia sinistra. Abbiamo solo preso e mischiato tutto.

Ci sono almeno due generazioni di italiani che non han mai sentito un discorso di sinistra classica (*) o di destra liberale e laica.
Han solo sentito parlare di pro/contro, tutto il resto è andato perso nel calderone.

Riusciremo a riprenderci? Forse con la scomparsa dalla scena di Berly, ottimo catalizzatore di tutto un sistema, potremo pensare di tornare ad una situazione di politica a livello europeo.

Perlomeno ad un livello in cui non ti capita di sentire in giro che La Stampa è di sinistra (**)

Fino ad allora abbiamo solo l’acqua di rose, il populismo o l’utopia. Di discorsi di Politica neppure l’ombra.

(*) non sto parlando di pezzi d’antiquariato stile Ferrano
(**) Ah i compagni Gramellini e Gambarotta

Cose veloci sulla sinistra

La prima cosa che mi viene in mente è la seguente: la sinistra non sappiamo plus cosa sia. Oggi come oggi è qualsiasi movimento politico non di chiaratamente di destra che osteggi Berlusconi.
E’ di sinistra IdV come è di sinistra Travaglio. In tempi meno sospetti la prima stava a dx dei liberali, il secondo era liberale ne senso antico e senza tante venature liberal

La seconda cosa che mi viene in mente è legata a tutta la serie di vaccate che la sinistra fece durante il primo governo Prodi, tutte quelle meravigliose discussioni su bicamerale, bipartisani e bi-san-solo-loro-cosa.
Alla fine, come in Highlander, non ne rimase che uno e si chiamava Silvio.
Oppure l’impegno pervicacemente perseguito di far cadere Prodi dopo il 2006 o, nel 2008, le sparate e i personaggini scelti da Uoltero.
Pochi han collaborato all’ascesa del Silviolo in misura maggiore dei militanti di sinistra.

Terzo punto: sinistra e spocchia, il rappresentare la “parte migliore del paese”.
C’è poco da dire, la sinistra italiana è convinta di avere la rappresentanza esclusiva di alcune idee, istanze, attività.
Prendiamo per esempio l’antimafia, Borsellino era missino e Falcone dubito fosse militante di PRC. Livatino, il giudice ragazzino non aveva posizioni precise, come molti altri.
Tra i pochi che ricordo decisamente schierati Pio la Torre e Impastato.
Eppure a sentire la vulgata sembra di assistere alla riedizione di cose molto anni ’70 per cui la resistanza era tutta rossa, con tanti saluti ai partigiani cattolici/badogliani e GL

Ultimo punto: perchè certi articoli non vengono scritti su leghisti o PDLini. Semplicemente perchè i leghisti non sono in crisi d’identità perenne, han passato la fase di microdivisioni e son diventati partito di governo.
Piaccia o meno la stessa cosa è avvenuta al PDL
Nella sinistra no, a sinistra si può andare al governo e al tempo stesso agire da opposizione.

Il tutto evitando accuratamente di comunicare alcunchè di concreto alla base,anzi beffeggiandola anche un pochino per essere sicuri che sappia stare al suo posto, massa di stronzi ignoranti e puzzolenti.

L’ultimo punto è che qualunque cosa sia la sx non parla più a nessuno. Al popolo parlano gente come Vendola o Bindi, e son d’accordo.
Se invece penso all’unico rarissimo banchetto politico di sx visto vicino a casa mia mi vengono in mente due cose:

  1. I militanti con una bella, sana faccia operaia in prima fila a parlare di politica
  2. La funzionaria con BB e borsa di Borbonese molto defilata.

Per un attimo sembravan quasi una sinistra vera e seria.

Per un attimo, sperando che diventino giorni e mesi abitati da questa impressione

Scalfarotto: facciamogli un disegno

Ieri è stato il grande giorno di ivan Scalfarotto su Friendfeed o, meglio, è stato il primo giorno in cui ebbi a leggere Scalfarotto su FF.

La discussione è tutta ruotata attorno alle “10 cose da fare subito“, in particolare ai punti su “Quote rosa” e “matrimoni gay.
Cotale tema ha questo incipit: “Lʼassenza dei diritti dellʼamore è soltanto un aspetto (ma logicamente interconnesso con altre facce) di una società, quella italiana, che tende a essere fondamentalmente immobile e a premiare le rendite di posizione. Una società che preferisce lʼesperienza al talento, la protezione allʼesplorazione, la conservazione allʼinnovazione.

Io mi permetto di essere un pochino, pochissimo distante dall’idea scalfarottiana che i “diritti dell?amore” siano indispensabile per cambiare il paese.
Non foss’altro che se non mangi o hai problemi ad arrivare a fine mese scopi meno volentieri e coi diritti dell’amore ti ci pulisci le parti intime.
A prescindere anche da qualsiasi orientamento politico/religioso(*)/sessuale

Facendo un passo più in là, ci sarebbe anche da dire che la formulazione a me ricorda molto i desiderata delle aspiranti-miss o dei bambini delle elementari: Voglio la pace nel mondo/la giustizia/salviamo l’ambiente.
Nessuno spiega mai cosa occorra fare per la pace nel mondo e la gente si menerà un sacco sul tema, ma l’intento è buono.

La seconda osservazione va al tipo di discussione e risposte.
Dice santamente Pratchett in “Witches Abroad”: “You can’t go around building a better world for people. Only people can build a better world for people. Otherwise it’s just a cage.”

Mi aspetto che un politico, a prescindere dall?orientamento, sappia reggere una discusisone senza demonizzare l’avversario, qualsiasi siano le tematiche in ballo.
Mi aspetto che un politico, se si parla di quote rose, sia in grado di ascoltare le donne e di rendersi conto se nella discussione ce ne sono o meno.
Mi aspetto le basi.

Le basi non ci sono state come chiunque può controllare e l’unica cosa ottenuta è stata la demonizzazione dell’interlocutore.
Mi pare sia una delle cose che la sinistra contesta a Berlusca ma potrei di sbagliarmi.

Di sicuro un meraviglioso passo verso la sparizione del PD e la perdita clamorosa delle prossime elezioni.
Un qualcosa di talmente slegato dal paese reale, quello che suda e non ha l’account Twitter, da apparire quasi surreale.

Di sicuro migliaia di miglia lontano dai politici della Linke ed i loro banchetti per strada. E scusatemi se loro han preso +5%

La

(*) Per quanto cattolici/atei siano concordi nel pensare che siam tutti cattolici in italia esso non è vero.

E siamo ben messi

Scrive Enrico Franceschini sul suo blog a proposito di Marchionne: “Ecco il tipo di leader che servirebbe al centro-sinistra italiano: coraggioso, visionario, concreto, semplice, modesto. Se si stufa dell’auto e scende in campo in politica, io lo voto.

Ora, avendo lavorato con persone del suo entourage, sono dispostissima a giurare che rappresentino una delle prove dell’esistenza di Dio nel caso si occupi di management. E se lui era/è il loro capo carismatico, non riesco neppure a figurarmi il livello.

Ma, mi sia concesso, penso che la politica non sia management e che gestire un paese non sia la stessa cosa che gestire un’azienda.

Per quanto ritenga di avere da una parte un gigante e dall’altra un intrallazzatore, la questione dell’imprenditore che entra in politica si è già vista 15 anni. E continuiamo a vedercela ancora adesso.

Il secondo punto è che l’Italia non berlusconiana ha bisogno di sognare. Sognare qualcosa che vada oltre il semplice “Berlusconi a casa” ma sia un progetto di paese.

Berlusconi è indispensabile a questa sinistra perchè le fornisce un alibi per non averlo, per mascherare l’incapacità di avere una qualsiasi visione, idea.

Il grande imprenditore, il grande manager sono spesso dei decisionisti, sono obbligati ad esserlo. Possono muoversi senza tener conto del dibattito politico.

Il leader politico no, di quel dibattito deve tener conto e non può muoversi senza concertare i suoi gesti con il resto del paese che vuole governare.

Ma il grande problema rimane: quello di una sinistra incapace di esprimere un leader carismatico che sappia attivare energie, proporre idee, avviare un dibattito.

Ed è quello che manca.