Ciao Paolino il Vignaiolo

PTGW ha chiuso il blog e lunga vita a PTWG.

Lunga ad un personaggio, chi sia la persona che c’è dietro non lo so, che rappresentava una delle poche voci fuori dal coro che vediamo oggi nella blogosfera italiana.

Geniale, controcorrente, acuto osservatore dei fenomeni che percorrevano la rete ed il giro del fumo dei blog e dei social network.

Un mondo dove sembra essere sempre più pronunciata la parte buzinezz rispetto a quella d’informazione e di movimento-dal-basso-di-persone-che-controllano.

Non posso non concordare con cosa ha detto nell’intervista a Gilioli sulla mancata rivoluzione dal basso ma, al tempo stesso, non posso che dire che mi mancherà.

Mancheranno lo sguardo irriverente e corrosivo sulle cose e sul pollaio 2.0

Buon viaggio e buona strada. Di sicuro hai dato molto.

Dall'aria fritta all'emozione

Via Zambardino

Non ho mai fatto mistero di considerare tutto il blah-blah attorno a social networking, microblogging e compagnia cantante come “aria fritta”.

Tanti blah blah stile

“Nel primo mistero gaudioso di Twitter si contempla l’utilizzo da parte del marketing delle corporation” oppure

“Nel secondo mistero gaudioso di Twitter si contempla che tutti prima o poi finiranno a raccontarci i fattacci loro”

E il coro di “RT, RT, RT, Social Networking, Web 2.0, Facebook, FriendFeed, AAAAAAAAAAAAAAAAAMMMMEEEEEEEEEEEEEEEEEEN”

Quando però leggi questo e, nello specifico, questo twit:

ALL internet & mobile networks are cut. We ask everyone in Tehran to go onto their rooftops and shout ALAHO AKBAR in protest #IranElection

ti emozioni.

Perchè quel twit vale più di migliaia di cazzate scritte sul tema, di interminabili dibattiti.

Quel twit è la realtà di un paese in cambiamento.

Parla di violenza, repressione e dell’insopprimibile voglia di comunicare e cambiare le cose.

Parla di vita e non di aria fritta

Ed è quello che fa la differenza.